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Le Videoteche italiane si battono per rapporti più dignitosi e paritari con le major dell’Home video

Nel numero del 15 marzo 2002, Mediastore Italia ha pubblicato la lettera del gestore di una videoteca di Macerata, nella quale poneva “l’urgenza di creare un’associazione che tuteli la nostra categoria” e proseguiva denunciando che “il grave problema che ci affligge è la sleale ed illegale crescita della pirateria relativa alla Pay Tv.” Sollecitando nel contempo che “sarebbe anche ora di prendere una decisa iniziativa contro le case di distribuzione” e concludeva sollecitando la nascita di un sindacato che funzioni realmente a livello nazionale, invitando la categoria ad essere unita.

Un’affermazione contenuta nella risposta fornita dalla rivista, insieme ad alcune cose permeate di buon senso, ci ha molto sorpreso. Infatti, scrivere che “le cosiddette “sparate” contro le major,….hanno il fiato corto”, lascia perplessi, anche perché se non andiamo errati l’”interfaccia” commerciale “in esclusiva” delle Videoteche sono le aziende dell’Home video e non altri. Pertanto, se il settore vive delle serie difficoltà ed i soggetti che hanno “il potere” di intervenire” non lo fanno o, peggio ancora, rifiutano ogni confronto, allora occorre condurre una azione di denuncia che metta questi signori davanti alle loro responsabilità.

L’ANVI-Confesercenti, l’associazione di videoteche che presiedo, ritiene che le cause della crisi del settore del noleggio e della vendita di videocassette si possono trovare senz’altro nella mancanza di libera contrattazione e, di conseguenza, di libera concorrenza, tra le società distributrici di pellicole cinematografiche ed i gestori di videoteche.

Ogni grande società di distribuzione di film occupa infatti una posizione di monopolio sul mercato in quanto, di volta in volta, si trova ad essere l'unica fornitrice di quei prodotti che costituiscono l'oggetto dell'attività di videonoleggio. La società che detiene il diritto di distribuire e di commercializzare un film di successo è in grado di imporre le proprie condizioni (prezzo, modi e tempi di distribuzione) ai gestori di videoteche che, per "rimanere sul mercato", sono costretti ad accettare le suddette condizioni.

Le Majors stabiliscono il prezzo del film inserendolo talvolta in pacchetti di pellicole cinematografiche che, oltre al film di successo, contengono film assolutamente sconosciuti e di difficile commercializzazione. E' ovvio che i gestori di videoteche, per continuare a garantire ai propri clienti le ultime novità del mercato, sono costretti a comprare tutto il pacchetto.

Altra condizione vessatoria a cui i gestori di videoteche devono sottostare è rappresentata dal fatto che le Majors stabiliscono, a loro discrezione, la durata di quel periodo di tempo "protetto" intercorrente tra la cessazione della programmazione del film nelle sale cinematografiche e l'uscita dello stesso film in videocassetta (c.d. windows): non di rado la durata di questo periodo è tale da rivelarsi assolutamente penalizzante per i gestori per i quali diventa impossibile ammortizzare il costo (elevato) del film.

Non è raro neanche il caso in cui il film dopo essere stato venduto ai gestori, venga trasmesso contemporaneamente dalle pay-tv. E' facile immaginare il danno che da questo comportamento deriva alla nostra categoria: con l'avvento della TV satellitare, infatti, esiste oggi un'ampia offerta di canali a pagamento che offrono la visione di film molto recenti, rendendo praticamente inutile l'offerta di chi svolge l'attività di videonoleggio.

Ed ancora: film che costano ai gestori di videoteche ben 77,50 €uro sono messi in vendita dalle Majors nei negozi a soli 13/18 euro e nelle edicole a meno di 10 euro oppure in omaggio, allegati a periodici e riviste.

Da quanto quadro, emerge con nettezza come i gestori di videoteche non abbiano, di fatto, alcun potere nel rapporto contrattuale con le grandi società di distribuzione e che, in quanto contraenti deboli, non possano far altro che sottostare alle condizioni vessatorie loro imposte nella assoluta mancanza di rispetto delle più elementari norme di correttezza commerciale.

Il problema può essere affrontato seriamente in due modi: o aprire un tavolo negoziale fra Univideo e Anvi, che entro un certo limite di tempo porti a raggiungere delle intese che tengano conto delle anomalie commerciali di questo mercato, oppure occorre operare sul versante legislativo, ci sono già alcuni parlamentari disponibili a sostenere le nostre ragioni, con l'obiettivo di fissare le regole all'interno delle quali deve svolgersi la libera contrattazione delle parti, sulla base della considerazione che é fondamentale evitare che si realizzino, nel rapporto contrattuale, situazioni di alterazione dell'uguaglianza delle parti e, di conseguenza, della concorrenza. Enrico Landini - Presidente Nazionale Anvi-Confesercenti


Indicazioni operative per l’applicazione della legge 18 agosto 2000, n° 248. Comunicazione obbligatoria alle Questure.

Cari amici,
dopo l’emanazione della Circolare del Ministero dell’Interno, relativa agli indirizzi applicativi della nuova Legge sul diritto d’autore (Legge 18-8-2000, n° 248), il 3 novembre u.s., il nostro Ufficio Legislativo ha provveduto ad inviare una nota illustrativa della circolare ministeriale, accompagnata dal testo integrale della medesima e dal facsimile dell’avviso da utilizzare per ricondurre rapidamente a norma gli associati.

A questo riguardo, vogliamo segnalarvi che in alcune province sono state elevate ad alcuni negozianti sanzioni, da parte della Polizia Postale, da . L. 2.000.000, ai quali è stato contestato il mancato inoltro "dell’Avviso al Questore". Naturalmente siamo prontamente intervenuti nei confronti dei Ministeri delle Comunicazioni e dell’Interno per contestare questi verbali e, nel contempo, vi informiamo che il nostro Ufficio Legislativo ha predisposto un facsimile di memoria difensiva, che potrà essere utilizzata dagli interessati e da trasmettere alla Prefettura per chiedere la revoca degli eventuali verbali.

Come si può osservare, il mancato rispetto di questi adempimenti obbligatori, prevede sanzioni economiche molto elevate (da uno a sei milioni) oltre al rischio di sospensione dell’attività (da un minimo di 15 ad un massimo di 90 giorni).

Al fine di ridurre al minimo questi rischi si richiede una forte azione di informazione verso le categorie interessate (Tutte le attività di produzione, di duplicazione, di riproduzione, di vendita, di noleggio o di cessione a qualsiasi titolo di NASTRI, DISCHI, VIDEOCASSETTE, MUSICASSETTE o altro supporto).

Per sostenere questa azione si rende indispensabile inviare una lettera a tutti i nostri associati (questa può essere una utile occasione per estendere la nostra base organizzativa) e, comunque, conviene utilizzare tutti i nostri mezzi di informazione disponibili per catalizzare presso le nostre sedi queste categorie.

Per favorire una adeguata e tempestiva campagna di informazione possono essere programmate anche delle assemblee, alle quali il Nazionale, concordando le date, fin da ora si ritiene impegnato.


  • Un supermercato della vostra città vende le videocassette alla metà del prezzo a cui li avete acquistate voi stessi dal rappresentate?

  • Le consegne dei nuovi film al vostro negozio sono ritardate?

  • Alla grande distribuzione invece sono anticipate?

  • I tempi per la sostituzione delle videocassette difettosi sono spesso eccessivamente lunghi?

  • Siete spesso costretti, per acquistare un titolo importante, ad acquistare anche videocassette di qualità scadente sia come contenuti che come registrazione?

  • Vi sorge spesso il dubbio che vi abbiano fatto acquistare videocassette non del tutto in regola con le normative?

  • Avete scoperto che tanti, intorno a voi, si arricchiscono con la pirateria?

Se avete risposto anche ad una sola di queste domande significa che avete bisogno dell'ANVI, e allo stesso modo l'ANVI ha bisogno della vostra opinione e della vostra esperienza diretta. Vi chiediamo allora di segnalarci gli episodi di cui siete stati testimoni,così da conoscere a fondo il problema e poterlo risolvere in modo concreto e definitivo. In questo modo potremo anche fornire informazioni utili per evitare che i precedenti abusi si ripetano.