Conferenza Stampa
sulla difficile crisi delle Videoteche
Firenze, 28 novembre 2000

Nota Stampa
Radiografia del settore
Suddivisione Regionale delle Videoteche

Nonostante l’aumento del fatturato, passato da 1.019 miliardi del 1998 ai 1.041 miliardi del 1999, le videoteche italiane continuano a denunciare un grave stato di difficoltà che ha indotto l’Anvi Confesercenti Toscana a far circolare una "lettera appello" alla categoria, con l’obiettivo di raccogliere le firme dei gestori delle videoteche e lanciare un programma di iniziative rivolto alla categoria e Univideo - Associazione delle imprese di produzione dell’home-video - per favorire un attento esame delle cause alla base della crisi e quindi individuare alcune utili risposte.

La Conferenza Stampa delle videoteche, svoltasi il 29 u.s. a Firenze, rappresenta la prima tappa di questo percorso. L’iniziativa ha visto la presenza di numerosi giornalisti (La Repubblica, La Nazione, Il Corriere di Firenze, Il Giornale, l’Ansa), le testate specializzate del settore dell’home-video (Trade e Mediastore), la Rai con il TG3 che ha proposto nelle tre edizioni della giornata il resoconto della Conferenza e le interviste al Presidente regionale Anvi, Francesco Bordoni.

All’incontro con la stampa hanno partecipato, a sottolineare il rilievo dell’iniziativa, Norina Vieri, Presidente Nazionale della Fismed-Confesercenti, Enrico Landini, Presidente Nazionale di Anvi-Confesercenti e Roberto Pietrangeli, Segretario Nazionale di Anvi e Fismed-Confesercenti.

Dall’incontro con i giornalisti è emerso che negli ultimi tre anni il mercato dell’home video ha conosciuto una costante flessione nelle vendite: si è passati da 43,4 milioni di videocassette vendute nel 1997 ai 41 milioni di pezzi (di cui oltre un milione di DVD) del 1999. Il fatturato del 1999, tuttavia, ha visto una leggera crescita del volume di affari, che risulta pari al 3% (1.141 miliardi) rispetto al 1998 (1.119 miliardi) e del 23% in raffronto al 1997 (935 miliardi).

Un dato indicativo dello stato di difficoltà in cui si dibatte il settore può essere tratto dal drastico ridimensionamento del numero dei punti vendita, che sono passati dai 5.000 del 1995 ai 3.500 del 1998 (- 43% circa), per attestarsi alle 2.929 unità (dati Infocamere) del 1999, con una ulteriore flessione del 19,5% sul totale generale.

Quindi, nonostante una lieve ripresa dell’attività di noleggio, dopo un lungo periodo di regressione, si è registrata la crescita delle vendite nella Grande Distribuzione e nelle catene specializzate che, pur detenendo una quota di mercato del 5% dei punti vendita, esprimono un volume di affari di 360 miliardi, pari al 30% del totale nazionale.

La concorrenza delle edicole, che dopo il boom della metà degli anni Novanta, vede una costante diminuzione, e mantiene , però, un volume di vendite di circa 19 milioni di pezzi (anno 1999). La forte incidenza della pirateria che nel 1999, in base alle stime di settore, ha inciso per un volume di affari di circa 320 miliardi, gran parte dei quali sottratti al mercato legale.

Un rilievo molto importante lo hanno poi i programmi (film e avvenimenti sportivi) offerti da moltissimi canali televisivi sia a pagamento che gratuiti. Difatti con l’avvento della TV satellitare, STREAM e D+, che propongono in Pay per View, in contemporanea con l’uscita in home video, o addirittura in anticipo, dei film (ad esempio "Un The con Mussolini" e "Muzungu") per poi offrirli alle videoteche per il noleggio o la vendita, con scarse possibilità di successo commerciale, visto che il mercato è già stato abbondantemente saturato.

La concorrenza viene anche dai punti vendita "Sexy Shop", i quali acquistano le videocassette hard core con "Bollino SIAE" per la vendita (costo L. 25.000 cadauna), mentre poi le utilizzano, di fatto, per il noleggio (attraverso un sistema di permute). Al riguardo occorre tenere presente che il costo delle novità di queste videocassette, pur essendo minore del costo di quelle commerciali, oscilla tra le 50.000 e le 120.000 lire l’una.

Un aspetto che ha un forte rilievo nella gestione di una videoteca riguarda il prezzo praticato dalle Società produttrici del settore (Medusa, Warner, Cecchi Gori, ecc...) sulle videocassette da utilizzare per il noleggio. Il loro costo varia dalle 130.000 alle 170.000 Lire. La Conferenza Stampa è servita anche ad evidenziare quanto guadagna il titolare di una videoteca dal noleggio dei film.

In media il potere di attrazione di un film non dura più di un mese, dopo di che "giace" in negozio senza più brillare. Nell’arco del mese, un buon film, ad essere ottimisti, riesce a totalizzare un massimo di 20 noleggi. Con una sola copia, che costa 130.000 Lire, e con un prezzo di noleggio di 5.000 Lire, la videoteca guadagna 100.000 Lire lorde nel primo mese. Le Major sostengono che per reggere la concorrenza le videoteche dovrebbero acquistare 5 o 10 copie dello stesso film in modo da soddisfare più clienti.

Purtroppo, la realtà ha mostrato uno strano paradosso: acquistando 4 copie del film si spendono 520.000 Lire, mentre acquistandone addirittura 10 si spende 1.300.000 Lire. Il risultato relativo al numero dei noleggi, tuttavia, non muta in modo proporzionale al numero dei clienti, poiché il numero di coloro che noleggiano il film ad un certo punto rallenta in modo inesorabile.

Pertanto, il titolare della videoteca è costretto a non allargare la disponibilità delle copie, anche se c’è la consapevolezza di offrire al cliente un servizio limitato.

A questo riguardo i Gestori delle Videoteche italiane hanno stigmatizzato le case produttrici, che spesso sottovalutano l’intelligenza e le capacità imprenditoriali dei Gestori che, in definitiva, sono i più interessati a conoscere il loro mercato per trarne il meglio sul piano della efficienza aziendale.

Alcune delle problematiche incombenti sulle Videoteche sono certamente da ascrivere ad un rapporto unilaterale a senso unico costruito in questi anni dalle case produttrici . E’ indispensabile che si apra un tavolo di confronto con UNIVIDEO, con l’obiettivo di affrontare alcuni nodi legati alle prospettive del settore e valutare quali sinergie è possibile attivare per rendere più produttiva ed efficiente la rete distributiva.

Come annunciato alla stampa, il Presidente di Anvi-Confesercenti, Enrico Landini, ha inviato una lettera contenente una richiesta di incontro al Presidente di Univideo, Timmy Treu, con il quale è già stato fissato un primo incontro esplorativo a Roma per il 15 dicembre p.v..

Di seguito si riporta il testo della lettera inviata al Presidente Univideo:

"Gentile Presidente,
la scrivente Associazione delle Videoteche Italiane ha inteso inviarLe questa lettera, poiché la condizione operativa della nostra categoria ha assunto un livello di difficoltà molto elevato. Lo stato di malessere che caratterizza questa fase storica del settore, discende da varie cause: la concorrenza intollerabile della Grande Distribuzione che ormai copre oltre il 30% della quota di mercato; la concorrenza delle edicole che godono di vantaggi fiscali e commerciali; la crescente espansione della TV satellitare che, attraverso STREAM e D+, ormai offrono programmi in Pay per View (in particolare eventi sportivi) che riducono l’appeal commerciale dei nostri prodotti e l’area temporale per la loro fruizione; la presenza, sempre incombente, della pirateria che contribuisce in misura sensibile alla contrazione dei consumi di supporti audiovisivi. Anche l’innovazione tecnologica e la carica di novità in campo commerciale di cui è portatrice Internet, con la possibilità attraverso la rete di "scaricare" file video, aggiunge ulteriori motivi di preoccupazione. Ci preme segnalarLe, infine, che la mancanza di dialogo e di confronto tra l’Associazione che Lei presiede e le Associazioni di categoria dei titolari delle videoteche, concorre ad aggravare lo stato di disagio, poiché non sono chiare le strategie di fondo dell’industria cinematografica sul versante dell’home-video. Ecco, rispetto a questi sviluppi, vi è la necessità di capire se le aziende produttrici ritengono ancora strategica la distribuzione specializzata dei supporti audiovisivi. Per chiarire questi elementi, riteniamo inderogabile la richiesta di incontro con l’Associazione che Lei rappresenta, al fine di promuovere i necessari approfondimenti che, ci auguriamo, concorrano a sgombrare il tavolo dalle indeterminatezze del presente.