Conferenza Stampa
sulla difficile crisi delle Videoteche
Firenze, 28 novembre 2000

Rilievi
Radiografia del settore
Suddivisione Regionale delle Videoteche

NOTA STAMPA
Il quadro di riferimento

Negli ultimi tre anni il mercato dell’home video ha conosciuto una costante flessione nelle vendite: si è passati da 43,4 milioni di videocassette vendute nel 1997 ai 41 milioni di pezzi (di cui oltre un milione di DVD) del 1999.

Il fatturato del 1999, tuttavia, ha visto una leggera crescita del volume di affari, che risulta pari al 3% (1.150 miliardi) rispetto al 1998 (1.119 miliardi) e del 23% in raffronto al 1997 (935 miliardi).

Un dato indicativo dello stato di difficoltà in cui si dibatte il settore può essere tratto dal drastico ridimensionamento del numero dei punti vendita, che sono passati da 5.000 del 1995, ai 3.500 del 1998 (- 43% circa), per attestarsi alle 2.929 unità (dati Infocamere) del 1999, con una ulteriore flessione del 19,5% sul totale generale.

Le cause della crisi

  • Nonostante una lieve ripresa dell’attività di noleggio, dopo un lungo periodo di regressione, occorre registrare la crescita delle vendite nella Grande Distribuzione e nelle catene specializzate che, pur detenendo una quota di mercato del 5% dei punti vendita, esprimono un volume di affari di 360 miliardi, pari al 30% del totale nazionale.
  • La concorrenza delle edicole, che dopo il boom della metà degli anni Novanta, vede una costante diminuzione mantenendo, però, un volume di vendite di circa 19 milioni di pezzi (anno 1999).
  • La forte incidenza della pirateria che nel 1999, in base a una stima, ha inciso per un volume di affari di circa 320 miliardi, gran parte dei quali sottratti al mercato legale.
  • Un rilievo molto importante lo hanno poi i programmi (film e avvenimenti sportivi) offerti da moltissimi canali televisivi sia a pagamento che gratuiti.

Difatti con l’avvento della TV satellitare, STREAM e D+, propongono in Pay per View, in contemporanea con l’uscita in home video, o addirittura in anticipo, dei film (ad esempio "Un The con Mussolini" e "Muzungu") per poi offrirli alle videoteche per il noleggio o la vendita, con scarse possibilità di successo commerciale, visto che il mercato è già stato abbondantemente saturato.

  • La concorrenza viene anche dai punti vendita "Sexy Shop", i quali acquistano le videocassette hard core con "Bollino SIAE" per la vendita (costo L. 25.000 cadauna), mentre poi le utilizzano, di fatto, per il noleggio (attraverso un sistema di permute). Al riguardo occorre tenere presente che il costo delle novità di queste videocassette, pur essendo minore del costo di quelle commerciali, oscilla tra le 50.000 e le 120.000 lire l’una.
  • Un aspetto che ha un forte rilievo nella gestione di una videoteca riguarda il prezzo praticato dalle Società produttrici del settore (Medusa, Warner, Cecchi Gori, ecc...) sulle videocassette da utilizzare per il noleggio.

Il loro costo varia dalle 130.000 alle 170.000 Lire.

Quanto guadagna il titolare di una videoteca dal noleggio dei film?

In media il potere di attrazione di un film non dura più di un mese, dopo di che "giace" in negozio senza più brillare.

Nell’arco del mese, un buon film, ad essere ottimisti, riesce a totalizzare un massimo di 20 noleggi. Con una sola copia, che costa 130.000 Lire, e con un prezzo di noleggio di 5.000 Lire, la videoteca guadagna 100.000 Lire lorde nel primo mese. Le Major sostengono che per reggere la concorrenza le videoteche dovrebbero acquistare 5 o 10 copie dello stesso film in modo da soddisfare più clienti.

Purtroppo, la realtà ha mostrato uno strano paradosso: acquistando 4 copie del film si spendono 520.000 Lire, mentre acquistandone addirittura 10 si spende 1.300.000 Lire. Il risultato relativo al numero dei noleggi, tuttavia, non muta in modo proporzionale al numero dei clienti, poiché il numero di coloro che noleggiano il film ad un certo punto rallenta in modo inesorabile.

Pertanto, il titolare della videoteca è costretto a non allargare la disponibilità delle copie, anche se c’è la consapevolezza di offrire al cliente un servizio limitato, perché altrimenti si troverebbe costretto a chiudere per fallimento.

Al riguardo i Gestori delle Videoteche italiane stigmatizzano le case produttrici, che spesso sottovalutano l’intelligenza e le capacità imprenditoriali dei Gestori che, in definitiva, sono i più interessati a conoscere il loro mercato per trarne il meglio sul piano della efficienza aziendale.

  • Alcune delle problematiche incombenti sulle Videoteche sono certamente da ascrivere ad un rapporto unilaterale a senso unico costruito in questi anni dalle case produttrici .

E’ indispensabile che si apra un tavolo di confronto con UNIVIDEO, Associazione che organizza 44 Società che operano nel comparto audiovisivo, con l’obiettivo di affrontare alcuni nodi legati alle prospettive del settore e valutare quali sinergie è possibile attivare per rendere più produttiva ed efficiente la rete distributiva.