PRIMO
M
EETING
N
AZIONALE
DELLE
VIDEOTECHE

Firenze - 16 giugno 2002

aderente alla

Confederazione Italiana Esercenti
Attività Commerciali Turistiche e Servizi

"GIORNATA NAZIONALE DEL VIDEONOLEGGIO"
Meeting Nazionale delle Videoteche
16 giugno ore 10,00 - 13,30
presso il 
"CONVITTO DELLA CALZA"
Piazza della Calza, 6 - Firenze

Relazione di
Enrico Landini

(Presidente Nazionale Anvi- Confesercenti)

Presentazione Convegno

Buongiorno e benvenuti a tutti voi!

Per prima cosa vorrei ringraziare tutti gli operatori del settore intervenuti in modo così consistente a questo nostro Primo Meeting Nazionale delle Videoteche promosso dall'ANVI-Confesercenti: alcuni di voi hanno percorso l'Italia in tutta la sua lunghezza per essere presenti e non perdere oggi questa importante occasione; di questo gliene siamo profondamente grati e li ringraziamo in modo particolare.

Con questa mia relazione non voglio portarvi via molto tempo, perciò mi limiterò a toccare in modo sintetico alcuni aspetti che caratterizzano il nostro lavoro, con le difficoltà che lo angustiano. Nella cartellina distribuita questa mattina troverete, peraltro, alcuni documenti che entrano in modo più dettagliato nelle questioni sulle quali non mi soffermerò, perciò, oggi, cari colleghi avrete a disposizione tutto il tempo necessario per poter esprimere nei vostri interventi critiche, idee e proposte operative.

Permettetemi di ringraziare anche i Parlamentari firmatari della proposta di disegno di legge di tutela della nostra attività. La loro attenzione ai nostri problemi ha permesso la stesura di questa importante proposta che potrebbe rappresentare l'inizio di una nostra nuova vita commerciale.

Questo progetto di legge, il cui iter ed i contenuti saranno chiariti dal Sen. Costantino Garraffa, si pone l'obiettivo di dare più dignità ai rapporti contrattuali con le Major e dovrà consentire di avere un rapporto commerciale paritario con le stesse.

Come sarà chiaro a tutti, non stiamo cercando di invadere campi e strategie commerciali che competono alla nostra controparte, ma desideriamo, e da lungo tempo, poter avere nel rapporto con loro, un confronto basato su regole SCRITTE, CERTE E BEN DEFINITE; quelle regole che garantiscono tutti i rapporti economici, che permettono alle parti di sentirsi libere di sviluppare le proprie intuizioni commerciali, che consentono in conclusione di difendere il più inesperto o ingenuo e, allo stesso tempo, lasciare spazio alla " grinta " e alla capacità di chi ha qualcosa in più da esprimere a livello imprenditoriale.

Noi non cerchiamo lo scontro con le major: siamo ben consapevoli che, almeno nel rental, abbiamo assoluto bisogno l'uno dell'altro. Però in presenza di chiusure e scarsa lungimiranza, non avremmo altra scelta.

I contenuti della proposta di legge dovrebbero consentire che il confronto major/videoteche sia meno zoppo e quindi più stabile e sicuro.

Un mercato più libero, meno forzato e, mi si passi il termine, "meno prepotente", sarà un'ottima medicina per i nostri rapporti commerciali, ammalati di grave unilateralità che droga e falsa il mercato attuale.

Presto avremo, forse, per la prima volta, il prodotto giusto al prezzo giusto e al momento giusto, perché sarà la legge della domanda e dell'offerta, base dello scambio commerciale, a determinare il successo o l'insuccesso di un prodotto e non più le sole necessita di bilancio economico della parte proponente. Questa è una prospettiva, però, che dovrà essere costruita con il deciso sostegno della categoria. Non si può pensare che questi obiettivi si realizzino per volontà dello Spirito Santo.

Su queste problematiche, connesse alla concorrenza ed al mercato, interverrà successivamente l'Avv. Franco Sciarretta, Consulente dell'Ufficio Legale della Confesercenti Nazionale, che porterà un prezioso contributo, che potrà senz'altro aiutare le nostre comuni riflessioni.

Parliamo ora della pirateria legata al nostro ambiente: direi che si può dividere in attiva e passiva.

E' attiva se è eseguita dall'operatore commerciale, passiva se questi la subisce.

La pirateria attiva è propria della videoteca in difficoltà economiche, è figlia della disperazione e dello scoraggiamento.

Il guadagno per la vendita di una videocassetta originale è troppo basso? Faccio una copia, faccio risparmiare il cliente e guadagno anche io qualcosa di più. E' una soluzione rischiosa (perché se mi pescano rischio il penale), egoistica (perché penso solo a me stesso e non a coloro che nella mia categoria si comportano correttamente e ne subiscono perciò un danno commerciale) e umiliante (perché per i miei clienti sarò sempre una persona poco seria, che non rispetta le regole ed è disposto a commettere un reato pur di portare a casa la "pagnotta").

Questi comportamenti, inoltre, ci mettono sempre in condizioni d'inferiorità morale nei confronti delle case distributrici che, tra l'altro, assumono spesso comportamenti tali da fornire falsi alibi a chi commette questo tipo di reato. Chi non rispetta le leggi sul diritto d'autore e non rispetta i suoi colleghi, non può avere alcuna scusante e verrà sempre da noi condannato.

Però le Major hanno il dovere di assumere posizioni meno provocatorie: per esempio l'uscita di un DVD a 70 € per il noleggio e in quasi contemporanea in vendita a 20 € è una corbelleria commerciale che può spingere gli operatori a utilizzare quest'ultimo per il noleggio sentendosi pochissimo in colpa.

Vorrei essere più chiaro: la tentazione troppo spinta, la provocazione esasperata, possono creare falsi alibi in persone che navigano in cattive acque. Senza che questo, ripeto, possa però mai ricevere da parte nostra delle scusanti e approvazioni.

La pirateria è un danno grandissimo, non solo a chi detiene i diritti, ma anche e in modo non indifferente alla categoria dei commercianti seri che investono capitali e impegno nella loro attività.

La pirateria passiva è invece quella che gli operatori subiscono: la più eclatante è legata alle card pirata della TV a pagamento, ma io penso anche ai prodotti video che ci vengono venduti e quando arrivano nei nostri punti vendita, sono già stati proposti in TV o lo saranno dopo pochi giorni; penso ai prodotti che ci vengono proposti per nuovi e invece sono vecchi con la copertina e il titolo diversi, e a volte anche con nulla osta nuovi, penso ai prodotti proposti per una data e consegnati a distanza di mesi e ad altri casi che tutti conosciamo ed è inutile citare.

Questi ultimi si risolveranno con regole più chiare tra le parti, ma la pirateria legata alle card fasulle facciamo molta fatica, noi operatori, a condizionarla.

TELE + ritiene di aver trovato la soluzione (stranamente dopo un paio di anni in cui ha letteralmente "drogato" i telespettatori dotati di card false e li ha resi videodipendenti del migliaio di canali che insieme ad altri provider trasrmette) e ora che nessuno sa più resistere senza le sue partite, i suoi films, i suoi cartoons e documentari, e perché no, la sua luce rossa serale, ritiene di aver trovato la sua soluzione definitiva introducendo il nuovo sistema di trasmissione Nds, voluto dal nuovo proprietario Murdoch, al posto del Seca e del Seca 2, che sono stati facilmente piratati.

Questa prospettiva, se confermata, rappresenta un forte segno di novità e, tuttavia, non possiamo esimerci dal denunciare che mentre Tele+ lamentava di perdere i soldi degli abbonamenti, guadagnava quelli della pubblicità venduta a prezzi che si riferivano a un pubblico somma degli abbonati e degli abusivi, mentre noi, invece, perdevamo montagne di clienti che forse non rivedremo più e quando anche tornassero, sarebbero estremamente esigenti e selettivi, insomma i clienti meno redditizi.

Si pensi, a questo proposito, che il numero di abbonati a Tele+ oggi è di circa 1.500.000 di utenti, mentre a Stream si stima che siano circa 1.000.000. Tenuto conto che il numero di parabole istallate nel nostro Paese, al 31.12.2001, era di circa 4,7 Ml., con un milione di utenti che utilizza la parabola per programmi non codificati in chiaro, si può stimare che oggi due milioni di utenti utilizzano la card piratata.

In estrema sintesi, occorre evidenziare che la nostra categoria attualmente è penalizzata dalla mancanza di un rapporto contrattuale con le case che distribuiscono il prodotto video da noleggio e dalla assenza di una normativa che disegni una realtà di mercato meno contraddittoria tra pay TV e noleggio. Questo condiziona fortemente la possibilità di sviluppare una qualsiasi imprenditorialità da parte degli operatori.

Nel merito del nostro lavoro quotidiano, bisogna aggiungere che è necessario editare il prodotto italiano in tempi molto più brevi degli attuali, al limite appena cessata la programmazione cinematografica. Ciò comporterebbe una migliore utilizzazione del prodotto nazionale che farebbe un gran bene sia al cinema italiano che a tutti noi e, da non trascurare, all'ultimo anello della catena: il consumatore di cinema in videocassetta. Non credo occorra ricordare che il cinema è cultura (Realtà questa in alcuni casi negata con veemenza e miopia da alcuni dirigenti delle mayor), tant'è che il Ministero per i Beni e le Attività Culturali contribuisce alle spese di produzione dei film ritenuti più meritevoli.

Proprio per questo, e perché, come già detto, l'aspettativa media dei film italiani è più bassa di quelli americani occorre tarare i prezzi tra i due: non è possibile che essi costino in uguale maniera, perché ciò comporta lo scarto del prodotto italiano poco remunerativo da parte degli operatori, a scapito del consumatore finale che non trova un valido assortimento di titoli di italiani.

Questo comportamento non è più tollerabile, perché non esiste mercato se solo una parte decide ogni cosa: manca completamente la possibilità di scelta. Il prezzo non è contrattabile, perché l'azienda sa che noi non possiamo rinunciare al prodotto importante: ciò ci obbliga, quindi, a forzare l'acquisto che vede una vera e propria imposizione nel ritiro di prodotti complementari, spesso indecenti ed a prezzi fuori mercato.

Oggi non riusciamo ad avere nessuna garanzia, né sulle consegne né sui tempi, né sulla sostituzione o rimborso dei supporti video difettosi: ogni proposta di commissione garantisce solo una controparte: l'azienda fornitrice.

Il fatto certamente più triste e che crea più rabbia nella nostra categoria, è che fino ad oggi non siamo stati in grado di intaccare minimamente questi meccanismi. L'ANVI-Confesercenti, con il programma di iniziative fin qui svolte, si pone l'obiettivo di far nascere una coscienza sindacale nella categoria, che sviluppi la voglia di reazione che dia forza alla associazione, l'unica forza in grado di modificare questa assurda situazione.

Le difficoltà attuali sono tali che molte videoteche, soprattutto quelle posizionate in piccoli centri, hanno grosse difficoltà commerciali e rischiano con ciò di scivolare nel crimine della pirateria come detto in precedenza: con l'attuale Legge 248 non possiamo scherzare, sono penalmente perseguibili, rischiano perciò la galera. Ribadiamo che l'ANVI-Confesercenti non le scusa, ma possono essere comprese: le difficoltà economiche (legate alle considerazioni precedenti sui prezzi e la cattiva gestione dei distributori) le spingono ad "arrangiarsi" con copie di quei film che qualche cliente gli chiede, ma che non riuscirebbero, altrimenti, mai a ripagarsi.

Occorre, quindi, trovare soluzioni che permettano la sopravvivenza anche alle piccole videoteche che d'altro canto hanno una funzione sociale e culturale nei piccoli centri, con accordi diversi da quelli delle città, da discutere con le ditte distributrici.

Queste soluzioni vanno trovate prima che la disperazione e la voglia di resistere sul mercato difendendo i propri piccoli investimenti, spinga le persone sostanzialmente.

A tale riguardo si pone quindi l'esigenza di intervenire a livello legislativo e a livello contrattuale, affinché vi sia un migliore bilanciamento di diritti e doveri tra le ditte produttrici e gli operatori, tra la SIAE e gli operatori e, ultimo, ma non meno importante, anche un migliore rapporto tra le autorità di controllo e gli operatori.

Non si deve mai dimenticare che il settore video legato al noleggio riguarda circa 2.600 videoteche specializzate, con alcune reti multinazionali e con il conseguente coinvolgimento di decine di migliaia di persone interessate tra imprenditori, dipendenti e famigliari. Non posso esimermi, tuttavia, dal segnalare alcuni dati che rendono bene l'idea delle difficoltà in cui ci troviamo.

Nel 1995 esistevano in Italia 5.000 videoteche, che si sono ridotte a 3.500 unità nel 1998 e sono ulteriormente scese a circa 2.900 nel 1999. Le stime attuali ci dicono che tale numero si è ulteriormente contratto a circa 2.600 unità. Quindi ci troviamo in presenza di una media di circa 25 videoteche per provincia.

Anche il volume di affari complessivo contribuisce a fornire un quadro molto indicativo della crisi in cui si dibatte il settore, infatti, siamo passati dai 1.150 miliardi di lire del 1999 ai 1.000 miliardi del 2001, con un decremento del 13%.

Mentre il reddito medio annuo per videoteca ammonta a circa 19 milioni di lire per il noleggio e 28 milioni di lire per la vendita.

Insomma un'armonizzazione dei rapporti contrattuali e della gestione dei prodotti, potrebbe elevare i circa 500 miliardi di fatturato annuo legato al noleggio (Sul totale generale di 1.000 miliardi), a cifre ben più alte, creando tra l'altro, le condizioni per ulteriori posti di lavoro.

Non è stato piacevole continuare ad elencarvi quei problemi che tutti ben conosciamo e che ci assillano ogni giorno: ve ne ho accennato perché sono convinto che è arrivato il momento di reagire e ridare speranze a questa categoria di "videotecari" che aspirano a diventare imprenditori.

E' l'ora di fare un salto di qualità, di imparare a difendere i nostri interessi in modo concreto e non solo con lettere di protesta alle riviste di settore (A questo proposito non posso non segnalare la positiva e apprezzata attenzione di "Mediastore Italia" nei confronti del Meeting di oggi, cosa che stride fortemente, invece, con l'incomprensibile "oscuramento" deciso da "Trade").

Insomma, occorre imparare a diventare tutti più seri, rispettando le nuove regole che auspichiamo di stipulare con la controparte, facendole rispettare alla stessa e ai colleghi che sbagliassero.

Solo un sindacato FORTE, PULITO, PREPARATO e IMPEGNATO con forza nell'interesse dei suoi associati può permetterci di raggiungere dei risultati buoni per il settore.

Siamo certi che anche le major hanno interesse ad avere di fronte un soggetto forte, rappresentativo, che porti avanti quelle esperienze che solo chi è tutto il giorno a contatto col pubblico e rischia il suo, può conoscere.

Il nostro interesse strategico sarà quello di elevare al massimo il rendimento del prodotto video, in modo da poterne avere il massimo utile sia per noi, che per i produttori e i distributori. Solo in questo modo, mettendo in comune esperienze complementari come quelle delle major e degli operatori del settore (grossisti, agenti, ecc..), si riuscirà a trovare le soluzioni più giuste e redditizie per sfruttare al massimo la "videocassetta" o il DVD.

Concludo, quindi, questo mio intervento raccomandandovi vivamente di iscrivervi al nostro sindacato, di contribuire con le vostre idee a consolidarlo, di partecipare a livello provinciale e chi se lo sentirà anche a livello nazionale, a farlo crescere stimolando i vostri colleghi più apatici e insensibili, affinché si possa avere una consistente rappresentatività, che ci consenta di rivendicare in modo chiaro, sicuro e forte le soluzioni ai problemi della categoria.

Un segnale importante in questa direzione, è giunto da parte di numerosi colleghi da molte parti di Italia: oltre ad inviarci la conferma della loro partecipazione alla iniziativa di oggi, hanno fornito la loro disponibilità ad impegnarsi nel sindacato, chiedendo di diventare il riferimento territoriale di ANVI, nella loro provincia. Anche i colleghi che a malincuore, ci hanno scritto e telefonato, che non potevano essere oggi con noi, hanno, in ogni caso, chiesto di impegnarsi nel sindacato.

Dunque, uno degli obiettivi che dobbiamo darci oggi, è anche quello di dotarci di un gruppo dirigente fortemente rappresentativo, capillare e in grado di elaborare una linea sindacale all'altezza della sfide che la categoria si trova di fronte.

Pertanto, il successo della nostra comune battaglia, dipenderà dal programma di iniziative che saremo capaci di mettere in campo e sulle quali siete oggi chiamati ad esprimere la vostra opinione. In particolare, ritengo indispensabile avanzare alcune idee sulle quali confrontarci e su cui assumere una decisone al termine dei lavori di questa giornata.

I punti su cui "imbastire" le nostre azioni, possono essere i seguenti:

  • Inviare fax e telegrammi al parlamento ed il governo (con un testo comune per tutta la categoria), nei quali chiedere la sollecita approvazione dei contenuti della proposta di legge che tutela l'attività di videonoleggio;

  • Avanzare una richiesta d'incontro al ministro delle attività produttive, Antonio Marzano e delle comunicazioni, Maurizio Gasparri;

  • Chiedere un incontro ai presidenti delle commissioni attività produttive di Camera e Senato;

  • Promuovere, per un periodo di tempo da definire, la sospensione dell'acquisto delle novità;

  • Messa a punto di uno schema di contratto-tipo, nel quale recepire i principi di reciprocità dei diritti e dei doveri, che deve governare i rapporti commerciali fra le aziende fornitrici e la categoria, da applicare anche in modo unilaterale con una nostra azione sindacale;

  • Eventuale sospensione dell'attività per un periodo di tempo da definire, allo scopo di promuovere una forte manifestazione delle videoteche a Roma, alla presenza dei parlamentari e del governo.

Queste sono solo alcune delle proposte che mi sento di avanzare. Naturalmente si tratta di proposte aperte, sulle quali intervenire per condividerle o bocciarle. Naturalmente, mi aspetto da voi ulteriori sforzi "creativi" per meglio attrezzare la nostra azione sindacale.

La nostra forza nel rappresentarvi, sarà direttamente proporzionale al numero di coloro di voi che decideranno di impegnarsi nell'ANVI-Confesercenti, in prima persona, in questa giusta battaglia.

Buon lavoro a tutti.