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REPLICA
ANVI A WARNER Dott.
Timmy Treu e p.c. UNIVIDEO
(Associazione Industrie Sig.
Presidente On.
Antonio Marzano Sen.
Francesco Pontone On.
Bruno Tabacci Oggetto: rapporti contrattuali, libertà commerciale e dignità imprenditoriale. Cortese
Presidente, Circa il rilievo che la nostra associazione avrebbe messo in discussione la possibilità della Warner Entertainment Italia s.r.l., di predisporre unilateralmente delle condizioni generali di vendita atte a regolare i rapporti commerciali con la clientela, mi limito ad osservare che giammai si è disconosciuta tale facoltà in capo a codesta major, quanto piuttosto si è contestata la pratica tendente ad imporne l'accettazione da parte della rivendita al dettaglio, contro la volontà di queste ultime. In altre parole, non si è messo minimamente in dubbio una facoltà che spetta a Warner E. I., sulla base della normativa vigente, ma si è intesa richiamare l'attenzione sul fatto che, nell'ordinamento giuridico nazionale e comunitario, nessun contraente può imporre all'altro delle clausole negoziali senza il preventivo consenso di quest'ultimo. Tale elementare regola di civiltà giuridica, a maggior ragione, deve essere osservata dalla Warner E. I., in considerazione del fatto che la platea degli operatori cui si compone la propria clientela è costituita da una molteplicità di piccole imprese che versano in uno stato di dipendenza economica che si caratterizza anche, per l'appunto, nella imposizione di condizioni contrattuali ingiustificatamente gravose. Sotto diverso profilo, suscita, poi, perplessità il rilievo che vorrebbe vigente, nel sistema giuridico nazionale e comunitario una norma che sancirebbe "il divieto per il gestore della videoteca di noleggiare supporti destinati alla vendita". Considerato che, a quanto ci consta, la normativa vigente è di segno esattamente opposto a quello prospettato da codesta società, restiamo in attesa della precisa indicazione delle norme che sancirebbero un siffatto divieto. Per Sua tranquillità, si segnala che, al fine di ottenere una risposta chiara su questo tema, a beneficio dell'intero settore, il 24 aprile scorso, abbiamo rivolto un quesito in tal senso alla Siae: purtroppo dopo quasi cinque mesi siamo ancora in attesa della sospirata risposta. Naturalmente si potrebbe pensare che la nostra lettera possa essere andata smarrita: noi non ci perdiamo d'animo e, quindi, insisteremo con una nuova richiesta allo scopo di ottenere, finalmente, una risposta che, senza alcun dubbio, non potrà in nessun caso condividere "abusi di posizione dominante", che non possono avere cittadinanza in un mercato libero quale quello nazionale ed europeo. Ho notato, infine, che nella Sua lettera non è stato trovato lo spazio per rendersi disponibile per un incontro, così come da ANVI-Confesercenti, auspicato. Noi siamo convinti che i rapporti commerciali fra le parti ed i rispettivi successi economici, richiedano ineluttabilmente il confronto ed il rispetto reciproco; insistere in modo miope nel voler affermare, a tutti i costi, il proprio punto vista è, a nostro avviso, sbagliato e poco lungimirante. Proprio in virtù di questo convincimento torno, pertanto, ad insistere circa la necessità di concordare un incontro, indispensabile per promuovere un esame di merito delle problematiche sollevate, al fine di pervenire alla stesura di uno schema di contratto-tipo concordato con la nostra associazione sindacale, nel quale si affermino finalmente delle regole realmente innovative e condivise. In attesa delle precisazioni richieste, porgiamo distinti saluti. Enrico
Landini |