Pubblichiamo il comunicato di "Trade H.E.", nel quale si da conto del convegno "Home video: nuove ipotesi per lo sfruttamento dei diritti", svoltosi al Mifed di Milano il 12 novembre scorso.
La nota che segue è stata opportunamente integrata in alcune parti, al fine di fornire una informazione più completa possibile alla categoria ed al settore.

Mifed: nuove tecnologie, revenue sharing e multiproprietà al centro del convegno di
"Trade Home Entertainment"

Mercoledì scorso presso i padiglioni della Fiera di Milano alcuni rappresentanti del settore home video si sono confrontati sulle nuove prospettive di sfruttamento dei diritti (Era presente anche una delegazione di ANVI-Confesercenti n.d.r.).

Dai film in Internet e via cellulare al Dvd “usa e getta”, dal revenue sharing alla multiproprietà proposta da Anvi-Confesercenti. Questi i temi attorno ai quali si è discusso il 12 u.s. presso la Fiera di Milano durante il convegno “Home video: nuove ipotesi per lo sfruttamento dei diritti”, organizzato da “Trade Home Entertainment” all’interno del Mifed.

Al centro del dibattito il tema delle prospettive di sfruttamento dei diritti home video, reso attuale sia dai recenti sviluppi della tecnologia, sia dalle nuove strategie commerciali che si stanno affacciando sul mercato italiano. Dopo l’introduzione di Antonio Allocati, direttore di “Trade Home Entertainment”, Luciana Migliavacca, amministratore delegato di Medusa H.E., ha sottolineato l’urgenza di definire in maniera chiara il concetto di diritto home video e ha espresso forti perplessità tanto sul revenue sharing quanto sul sistema Plurivision System proposto da Anvi.

Timmy Treu, amministratore delegato di Warner Home Video, ha posto l’accento sulla centralità delle tendenze del consumatore, sottolineando l’importanza di non frenare lo sviluppo di nuove modalità di consumo, purché legali. Filippo Roviglioni, direttore generale di 01 Distribution, ha espresso preoccupazione per i problemi legali connessi allo sviluppo della fruizione di film attraverso il Web e ha manifestato forti dubbi sull'utilità per il mercato italiano tanto del revenue sharing quanto della ‘multiproprietà’.

Davide Rossi ha esortato tutti gli operatori del mercato a superare i punti di disaccordo per rendere il settore home video sempre più produttivo dal punto di vista economico e, come tale, più forte agli occhi del Governo e dei Paesi esteri. Nel corso del dibattito conclusivo è intervenuto, tra gli altri, l’avv. Mondini, che da un punto di vista legale si è pronunciato negativamente riguardo alla formula della “multiproprietà” (anche se ha dovuto ammettere che un divieto espresso nella legge, al riguardo, non è previsto, così come è escluso il rischio di responsabilità penale per il rivenditore).

ANVI-Confesercenti era presente al convegno con una delegazione composta dal presidente nazionale, Enrico Landini, il vice presidente, Francesco Bordoni e Roberto Pietrangeli, segretario nazionale dell’associazione che, nel loro intervento, hanno illustrato le motivazioni che sono alla base della scelta di Plurivision System, che nascono
dalla esigenza di fornire una nuova scelta commerciale da affiancare alla vendita ed al noleggio, a fronte di uno squilibrio economico del mercato, che vede la crescita continua di costi per le gestioni, indotti dall’articolazione dei supporti (oltre al vhs anche il dvd) con il conseguente raddoppio dell'offerta di prodotto; il costo unitario eccessivo degli stessi che non consente spesso di ammortizzare l’investimento; i contratti vessatori (condizioni generali di vendita), che prevedono onori per i produttori e oneri per le videoteche; per non parlare della concorrenza diretta e indiretta alimentata da un mercato privo di regole, relativamente al revenue sharing, la pay tv con vindow sempre più insufficienti, l’imminente arrivo del Dvd blu autodistruggente, ecc...

In ultimo si è denunciato l’abominio normativo previsto dalla legge 633/41 e successive modificazioni, che sanziona penalmente e amministrativamente i rivenditori di audiovisivi che detengono supporti originali, ma privi di bollino per effetto del loro utilizzo promozionale, allo stesso modo del criminale che produce supporti falsi e l’immette in commercio privi di bollino. Su questo problema ANVI ha sottolineato che si pone la necessità di un serio intervento legislativo, che introduca una necessaria distinzione di responsabilità. L’impossibilità di ottenere aggiustamenti, si è sottolineato, costringerà la Confesercenti ad intervenire in sede istituzionale, nazionale ed europea, per rimettere in discussione i principi normativi che disciplinano i bollini Siae.