Lettera di risposta Enrico Landini
ad articolo ultimo numero Mediastore

                                                          Roma, 6 Novembre 2003

Prot. n. .11/2003 EL/sm

                                                           Dott. Angelo FRIGERIO
                                                           Direttore Responsabile
                                                           "Mediastore Italia"
                                                           Via Palestro, 24
                                                           20038 SEREGNO MI

Gentile Dott. Frigerio,

avendo gettato il "sasso nello stagno", era logico attendersi delle reazioni tese a capire le ragioni alla base della scelta di promuovere "Plurivision System", come funziona e se è compatibile con la normativa che disciplina il diritto d'autore. Ci stupisce invece che una rivista di settore come "Mediastore Italia", assuma una posizione per partito preso, volta a mettere in cattiva luce o, peggio, tenti di delegittimare questa nuova scelta commerciale.
Il gruppo dirigente di Anvi-Confesercenti (Associazione Nazionale Videoteche Italiane), ha deciso di lanciare "Plurivision System" per offrire ai titolari delle videoteche italiane l'opportunità di proporre i prodotti destinati alla vendita, anche in multiproprietà; ciò significa che un cliente della videoteca potrà acquistare il titolo per una quota e beneficiarne di conseguenza per un lasso di tempo limitato.
Se questa novità, come noi ci auguriamo, servirà a dare uno scossone al settore, svegliandolo dal torpore delle esclusive certezze che avvantaggiano le aziende produttrici a danno dei piccoli operatori commerciali, ben venga.
Alcune riflessioni nel merito degli obiettivi che ci poniamo con "Plurivision System" si rendono necessarie.
Da uno studio della Legge 633/41 e successive modificazioni (disciplina della "Protezione del diritto d'autore e di altri diritti connessi al suo esercizio"), commissionato dalla nostra associazione, emerge che la vendita pro quota di Vhs e Dvd alla clientela è una modalità assolutamente legale, che rappresenta di certo una novità per l'home video, ma che in altri settori è già utilizzata.
Questa nuova opportunità per la categoria permette di conseguire alcuni obiettivi qualitativi e quantitativi indiscutibili, con notevoli ricadute positive per il settore e per i consumatori in quanto:

. abbatte i costi di gestione, poiché è utilizzato un prodotto "primario" (VHS e DVD destinati alla vendita) con un'incidenza di costo sensibilmente più contenuta e compatibile con gli investimenti effettuati dai Gestori delle Videoteche;

. consente al titolare della videoteca di offrire al consumatore di HOME VIDEO un numero maggiore di supporti per lo stesso film, rendendolo così più disponibile per la clientela;

. amplia notevolmente la possibilità di offrire al consumatore il catalogo di film di indubbio valore artistico ma di minor "cassetta" come potrebbero essere la maggior parte di quei film italiani, francesi, d'autore, d'essai, anche premiati a concorso che, fino ad oggi, non potevano essere commercializzati a causa dell'impossibilità per la videoteca di ammortizzarne i costi;

. permette al consumatore di fruire di un prodotto con minori costi.

In merito ai contenuti della richiamata legge, vogliamo rendere evidente che i commercianti dell'audiovisivo, nonostante ciò fosse previsto espressamente dalle stesse norme, non sono mai stati coinvolti nella loro fase di elaborazione e, dunque, non si è mai tenuto conto delle loro esigenze. In sostanza si tratta di norme scritte, fra l'altro, con il nostro sangue e quello di tutti i colleghi commercianti che a vario titolo hanno deciso di investire nel settore degli audiovisivi.
Una conferma in tal senso, l'abbiamo ogni qualvolta nostri associati vengono verbalizzati perché detengono supporti originali privi di bollino Siae. La norma, in questo caso, sanziona amministrativamente (pesantissime multe) e penalmente (fino a 5 anni di carcere) questo "reato" allo stesso modo e nella stessa misura di chi produce e vende supporti non solo privi di bollino, ma anche falsi. Ciò rappresenta un vero e proprio scandalo, sul quale sarebbe auspicabile un interessamento del suo giornale.
Tale stato di disagio trova un concreto riscontro nello studio cui si è già accennato, nel quale si evidenzia come "l'attuale quadro normativo…...omissis....appare fortemente sbilanciato in favore della categoria dei produttori e, simmetricamente, in danno della categoria dei rivenditori e/o noleggiatori".
Non siamo i soli a denunciare queste gravi anomalie. Proprio il 3 novembre scorso, sul Corriere della Sera, il Presidente onorario del Movimento Consumatori, Prof. Gustavo Ghidini, concludeva la sua intervista, affermando che " i legislatori europei sono più esposti dei legislatori nazionali alle pressioni delle lobby organizzate. La legge di cui stiamo parlando (sul copyright) è un esempio evidente in tal senso: all'azione di lobbing da parte delle majors dell'industria culturale (un articolo del New York Times ricorda che Jannelly Fortou, che coordina il dibattito sulla legge, è la moglie del CEO di Vivendi, n.d.r.) è mancato qualsiasi contrappeso da parte della società civile. Non mi riferisco solo agli interessi dei consumatori, ma anche a quelli delle piccole e medie imprese, sottorappresentati rispetto agli interessi dei monopoli…..".
Veniamo ora al merito delle obiezioni e dei quesiti sulla multiproprietà, da Lei posti nell'articolo pubblicato sull'ultimo numero di "Mediastore Italia":

1. Affermare che la multiproprietà sia stata studiata per mettere in comunione beni di "notevole costo", non significa affatto, che la stessa non possa essere usata per beni di valore limitato: vorrei sapere chi le ha detto o dove ha letto che è applicabile solo a beni di notevole valore.
2. Non è assolutamente vero che la multiproprietà debba essere regolata tramite rogito notarile, perché è sempre e solo un atto di vendita tra due acquirenti e, come tale, si conclude con la cessione del bene e con la contemporanea liquidazione del corrispettivo. Al riguardo Le suggerisco di approfondire meglio la tematica, altrimenti rischia di dire cose inesatte.
3. Il prezzo viene stabilito come accade per qualunque genere in commercio, di comune accordo tra le parti. Sui contratti la voglio rassicurare: fino ad oggi i clienti si sono fidati dei gestori di videoteche, ciò è confermato dai milioni di contratti accettati dai nostri clienti e firmati prima di accedere alle macchine distributrici o al noleggio interno. Quanto detto per rispondere anche al Dott. Davide Rossi, Segretario generale di Univideo, che ha espresso dubbi a questo proposito. Quindi, per essere concreti, vorrei precisare che il prezzo, il compenso del gestore e la forma di gestione, sono di esclusiva competenza del titolare della videoteca: il cliente ha, come in tutti i mercati liberi, la possibilità di scegliere se accettare o no. Avessimo noi una tale libertà nei confronti delle Major!
4. Se un bene viene danneggiato, il gestore provvederà alla sostituzione rifacendosi su colui che ha provocato il danno, cosa che succede già normalmente con i prodotti da noleggio. Non dimentichi che il gestore ha tutta la convenienza alla perfetta tenuta dei prodotti destinati alla multiproprietà al noleggio ed alla vendita, perché da ciò dipende il successo della sua attività.
5. Il prodotto in multiproprietà è caratterizzato da un bollino come tutti gli altri prodotti utilizzati per la vendita. Il gestore della videoteca, per favorire una sua migliore organizzazione delle vendite può, a sua discrezione, rendere più facilmente individuabili i supporti attraverso un etichetta di riconoscimento. Per le macchine distributrici self service, le ditte venditrici delle stesse, hanno deciso di creare, un reparto separato dal noleggio, in cui sarà possibile prelevare i prodotti destinati alla multiproprietà, e nella quale dovranno essere riconsegnati, al termine dello sfruttamento della propria porzione di bene.

Spero di essere stato esauriente e di averle tolto quei dubbi che all'inizio sono stati anche i nostri e sui quali abbiamo lavorato con costanza, serietà e preparazione, fino a chiarirli: ora siamo sicuri che la categoria non rischia alcunché nell'affrontare questa nuova frontiera, che oltre a rappresentare una possibilità ulteriore di spazio commerciale, le consente di sentirsi unita, più forte e quindi più sicura per il suo futuro.
Con "Plurivision System", si apre, quindi, la possibilità per il settore di espandere la propria imprenditorialità. La categoria è fermamente determinata a fornire un contributo sostanziale in questa direzione, allo scopo di ridimensionare le rendite di posizione che oggi penalizzano in misura rilevante il comparto.
Infine, mi tolga una curiosità: pur confermandole la stima che ho nei suoi confronti, non riesco a trattenermi dal chiederle perché i dubbi che l'hanno colpita, non vengono, invece, posti con altrettanta severità nei confronti delle Majors che, come è noto, godono di evidenti privilegi per ciò che attiene la politica dei prezzi, "governata" con scandalosi contenuti vessatori imposti, di fatto, nelle condizioni generali di vendita.
Continui a scrivere sui problemi delle videoteche e ci ponga tutti i quesiti che la sua esperienza può esprimere: saremo sempre lieti di averla al nostro fianco, anche se in forma critica e provocatoria.
Le porgo i miei più sinceri saluti e auguri per il suo lavoro.

                                                        Enrico Landini
                                                        Presidente Nazionale
                                                        ANVI-Confesercenti