Lettera di risposta del Presidente di Anvi-Confesercenti, Enrico Landini, alle posizioni espresse dall'Avv. Daffarra, della FAPAV, in uno degli ultimi numeri di "Mediastore Italia", a proposito di "PLURIVISION SYSTEM"

Egregio dott. Daffarra,
Lei dice che la proprietà non s'ha da fare e argomenta la sua tesi con convinzione e citazioni legali: ne prendiamo atto e la ringraziamo per averci espresso il suo parere.
Ciò non toglie che si resti fermamente convinti di essere nel giusto e quindi, fatte conoscere le sue considerazioni ai nostri legali e avuto da essi conferma che il progetto PLURIVISION SYSTEM non è penalmente perseguibile, proseguiamo per la nostra strada.
Certamente avremmo gradito dalla FAPAV una uguale prontezza e sollecitudine nel farci sapere cosa si sta facendo per fermare (che parola grossa, scusate, volevo dire disturbare) la trasmissione e ricezione su INTERNET di milioni di prodotti audio e video abusivi(spesso non ancora in commercio!) o quali iniziative intende adottare per ostacolare la vendita di lettori DVX, commercializzati liberamente , nonostante non esistano i supporti DVX ufficiali.
Chi come noi sta sul mercato, e quindi a contatto del pubblico, si rende conto ogni giorno che passa di quanti clienti riferiscano di aver già visto prodotti non ancora distribuiti, a volte neppure nei cinema.
Siamo consapevoli che il compito della Fapav sia arduo e a volte impossibile, ma il vedere che si assumono posizioni per "partito preso" da parte di chi dovrebbe essere arbitro, ci fa molto preoccupare.
Vediamo perciò di rendere più chiara la situazione (almeno ci proviamo!).
Le videoteche italiane, fino a qualche anno fa vivevano decentemente tramite il prodotto rental, che era prioritario, e il prodotto sell che integrava il fatturato.
Avevamo una finestra temporale in cui poter gestire il rental, che seppur variabile e incostante da distributore a distributore, ci permetteva di adottare politiche di gestione consone alle caratteristiche specifiche di ogni operatore.
Si integrava il fatturato con il prodotto sell, acquistato con cognizione di causa, avendo già capito dal mercato quale fosse la possibile richiesta del pubblico, conoscendo il prezzo consigliato di vendita con una tolleranza logica e ammissibile, ma soprattutto avendo una concorrenza nota e ben definita.
Successivamente il mercato si è involuto. Vediamo perché:

· sono aumentate le case di distribuzione e ognuna fa almeno due uscite al mese: in un mercato normale ciò sarebbe positivo perché noi avremmo più possibilità di scelta, ma il nostro è un mercato particolare e anomalo, poiché la videoteca dovrebbe avere tutti i prodotti editati o almeno i più importanti;

· lo stesso prodotto viene editato in VHS e in DVD con il conseguente raddoppio di spesa, senza che sia aumentata granché la platea dei clienti già saturata con il VHS: infatti una parte di coloro che avevano il VHS sono passati al DVD abbandonando il vecchio sistema;

· il prodotto sell è spesso editato in contemporanea al rental con la conseguenza, dal nostro punto di vista, di svilimento del prodotto rental e con un calo di interesse su quest'ultimo da parte del cliente;

· la concorrenza nel campo dell'intrattenimento è esplosa con l'avvento della TV digitale e delle sue offerte di film e sport;

· i prezzi del prodotto sono saliti a prezzi esorbitanti arrivando a 75 euro il pezzo;

· La "concorrenza" della pirateria informatica ha raggiunto livelli impensabili e forse mai più riducibili, vista la disponibilità di tecnologia in continua evoluzione. In varie parti di ogni città è possibile trovare a 10 euro o meno, persone che vendono Dvd con film in contemporanea al cinema (di recente a Roma hanno sequestrato Dvd masterizzati de "Il ritorno del Re" da pochissimo nelle sale). A costoro và aggiunta la grande schiera di coloro che li acquisiscono dalla rete e, dopo averli riprodotti su dvd, li passano a tutti i loro conoscenti solo per pura vanteria.

Per quanto riguarda il prodotto sell è presto detto: le videoteche sono uscite quasi completamente dal mercato. Noi siamo consapevoli che il mercato abbia le sue regole e che i dati di vendita diano ragione ai produttori di Vhs e Dvd, ma non si è fatto nulla per aiutare la nostra categoria.
La Grande Distribuzione è certamente un punto di vendita molto redditizio perché propone il prodotto a un'infinità di persone, ma lo toglie completamente dal mercato di chiunque altro: la sua è una concorrenza invincibile, perché utilizza i supporti solo come articolo civetta, eliminando l'utile ed a volte vendendo anche sottocosto. Noi non potremmo mai farlo.
E così abbiamo perso la possibilità di vendere il prodotto "importante" o di grosso impatto sul pubblico.
Ci era rimasto il catalogo, che avrebbe potuto essere ancora interessante, nonostante il notevole investimento richiesto: ma i produttori hanno scoperto che in Italia vi sono circa 40.000 edicole e che bastava vendere o far finta di regalare anche solo 10 pezzi per edicola, per raggiungere cifre notevoli e forse fino allora impensabili. E abbiamo così visto crollare i prezzi a livelli incredibilmente bassi, quasi solo il valore del supporto e ci è sorto il dubbio che fino ad allora ci avessero sfruttato per la nostra cronica debolezza contrattuale.
Abbiamo visto applicare due pesi e due misure anche nella fiscalità, visto che dobbiamo vendere al 20% di IVA e le edicole al 4% per lo stesso identico prodotto.
Abbiamo visto quei prodotti, che per legge dovrebbero essere ritirati dal mercato e distrutti dopo il periodo preissato per il prodotto editoriale, tornare sul nostro mercato a fare ulteriori danni.
Il continuo miglioramento delle tecnologie digitali permette di produrre copie "casalinghe" sempre migliori e quasi uguali ai prodotti originali, con il calo di interesse per questi ultimi.
Una considerazione sulla coscienza civica degli Italiani (e non solo) riguardo la legalità nei confronti del diritto d'autore. E' triste e sconfortante scoprire quanto poco le persone sappiano sullo sfruttamento dei diritti legati alle opere dell'ingegno e quanto poco lo considerino degno di rispetto o ne temano le conseguenze nel caso di infrazione. Sono state fatte campagne di sensibilizzazione che non hanno prodotto alcun effetto e si sono bruciati mezzi economici che noi sappiamo bene provenire in conclusione dalle nostre tasche sia come acquirenti di prodotti mediatici da commercializzare, che come cittadini che pagano le tasse.
Occorre andare nelle scuole a spiegare ai ragazzi che le leggi sul diritto d'autore sono necessarie, perché forniscono i mezzi a coloro che usano l'ingegno come prodotto primario, per continuare a fornirci strumenti e prodotti che ci migliorano la vita o ce la rendono più bella. Occorre sensibilizzare i genitori, responsabilizzandoli per gli errori dei figli, affinché li facciano crescere nel rispetto delle regole :loro per primi dovranno rispettarle e temerle.
E invece si vede sempre più persone che circolano con Dvd e prodotti piratati in mano, tranquillamente, convinti che non ci sia alcunché di sbagliato nel loro comportamento, che sia una difesa personale dai prezzi troppo alti dei prodotti stessi, che "tanto lo fanno tutti" e altre amenità.
Le case produttrici e distributrici si sono salvate in parte imponendo una tassa sul prodotto vergine, allontanando ancora di più il prezzo di vendita dal "giusto prezzo"; noi che della pirateria ne subiamo, come altri, le conseguenze, siamo stati esclusi dalla suddivisione di questi utili.
Siamo stanchi di subire decisioni legislative nelle quali hanno influito solo gli interessi di UNIVIDEO e della SIAE: sarebbe opportuno che in futuro fossero chiamate ai tavoli dove si decidono le leggi da adottare per il settore, anche le associazioni degli operatori commerciali del settore stesso.
Siamo convinti che anche una maggiore disponibilità da parte di UNIVIDEO nella ricerca di REGOLE ci avrebbe aiutato molto a evitare questa situazione di sofferenza della categoria. Dopo 15 e più anni di vita del settore rental, ci troviamo ancora a cercare una forma qualsiasi di CONTRATTO. Se questo non è anacronistico....!
Questa è la situazione del settore.
Ora può ben capire perché, dopo anni di ricerca di interlocutori che comprendessero i nostri problemi e non fossero sordi e miopi come quelli conosciuti fino a oggi, abbiamo deciso di adottare tutte quelle iniziative LEGALI che le attuali normative ci permettono, per CERCARE DI SOPRAVVIVERE e, dove, insieme ad altri soggetti commerciali, intendiamo operare con dignità.
Abbiamo bisogno di incrementare il fatturato, eroso da una concorrenza spietata e crediamo di poterlo fare con "PLURIVISION SYSTEM".
Avremo così modo di VENDERE IN MULTIPROPRIETA' il prodotto che ormai facciamo fatica a commercializzare; potremo attirare nuova clientela nei nostri negozi e proporre prodotti che difficilmente avrebbero mercato a prezzo pieno; potremo continuare a proporre e rilanciare il cinema italiano e il cinema d'essai che sono ormai in piena agonia.
Non produrremmo danni ai produttori e distributori perché venderemo di più di quanto stiamo vendendo e ridurremo la pirateria sia dei clienti che, a costi più contenuti, potranno comprare un prodotto del quale avranno l'effettivo possesso per un tempo che gli consenta di appagarsene, anziché rivolgersi ai "pirati".
Le confermo che non è nostra intenzione praticare alcuna forma di noleggio mascherato, tanto è vero che continueremo a mantenere nei nostri negozi il prodotto da noleggio e che non intendiamo ridurre tale attività che è la nostra specializzazione.
Credo sia utile farle sapere che abbiamo portato a conoscenza di questa nostra iniziativa, gia dallo scorso novembre, tutti i comandi generali delle forze di polizia (guardia di finanza, polizia postale, carabinieri), i ministri e le istituzioni competenti (ministri, Siae, comitato per la tutela della proprietà intellettuale).
Certo di aver fornito alcuni spunti di riflessione per il settore, resto a sua completa disposizione per ulteriori chiarimenti e spiegazioni.

                                                              Enrico Landini
                                                        Presidente Nazionale
                                                        ANVI-Confesercenti