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Anvi-Confesercenti
querela Mediastore Italia e il Presidente di Univideo Davide Rossi
Di seguito potete
leggere la lettera che abbiamo inviato a Mediastore, nella quale
replichiamo alle affermazioni strumentali e prive di fondamento a
proposito di PLURIVISION SYSTEM, contenute nell'intervista pubblicata da
questo giornale sul numero del 31 maggio u.s., senza consentire la
replica di Anvi-Confesercenti.
Nella lettera informiamo i responsabili di queste dichiarazioni, a
nostro avviso lesive della onorabilità della nostra Associazione, che
abbiamo dato mandato al nostro Ufficio Legale di procedere ad una
verifica per valutare i presupposti per procedere ad una querela per
diffamazione a mezzo stampa.
Enrico Landini
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Roma, 10 Giugno 2004
Prot. n. 220.11/2004 EL/sm
Dott. Angelo FRIGERIO
Direttore Responsabile
"Mediastore Italia"
Via Palestro, 24
20038 SEREGNO MI
Egregio Dott. Frigerio,
ancora una volta "Mediastore Italia" ha perso l'occasione per
dimostrare la propria serietà professionale. Infatti, nel numero del 31
maggio scorso, il suo giornale ha pubblicato una intervista in merito a
Plurivision System dal titolo: "Siae contro Anvi e la Guardia di
Finanza presto farà scattare i sequestri", a firma di Francesca
Besana, contenente delle affermazioni, oltre che lesive della
reputazione di questa Associazione, strumentali e prive di fondamento
del nuovo presidente di Univideo, Davide Rossi, senza la possibilità di
replica da parte dell'ANVI.
Ormai è consuetudine del suo giornale affiancare, correttamente, nello
stesso numero le posizioni di Anvi con diversi interlocutori che
esprimono una opinione diversa, mentre ciò non accade quando sono i
nostri "dirimpettai" ad attaccare, i quali possono godere del
privilegio della tribuna esclusiva, che ormai non è di casa neppure nei
quotidiani di partito.
Vengo ora alla sostanza delle gravi e infondate accuse lanciate da
Univideo che, attraverso il suo presidente, afferma che Plurivision
System "rappresenta una attività illecita, abusiva e scorretta che
mette chiaramente in difficoltà i piccoli negozianti. E che, proprio
per questo, va combattuta…..", aggiungendo che si tratta di una
attività "dichiaratamente illegittima…." che "crea
fenomeni di distorsione del mercato e di concorrenza sleale tra le
stesse videoteche"(sic)… il sistema "non ha basi giuridiche
ma punta solo a creare confusione" ecc., ecc.
Nel merito di questa posizione strumentale La informiamo che abbiano
già dato mandato al nostro ufficio legale per valutare la sussistenza
dei presupposti per procedere a proporre una querela per diffamazione a
mezzo stampa per le gravi affermazioni sopra riportate sia contro il
presidente di Univideo sia nei suoi confronti.
Nel frattempo chiediamo l'immediata pubblicazione della nostra replica,
ai sensi della legge sulla stampa, con analoga evidenza
Dunque, rispedite al mittente le dichiarazioni in questione perché
prive di ogni fondamento, ribadiamo ancora una volta che sul piano
giuridico, il progetto Plurivision System è supportato da un
sostanzioso parere legale, predisposto da avvocati esperti della
normativa sul diritto d'autore. La legittimità di Plurivision System è
determinata dal fatto che il gestore della videoteca, abilitato alla
vendita di originali, copie o supporti lecitamente ottenuti di opere
tutelate dal diritto d'autore, non incorre nella contravvenzione di cui
all'art. 171 quater della legge 27 aprile 1941, n. 633, e successive
modificazioni, qualora esso ceda i prodotti sopra indicati nella forma
di vendite "pro quota" o "in multiproprietà".
Ora, invece, vorremmo fare qualche considerazione anche di carattere
politico. Se Univideo continua a girare attorno al problema utilizzando,
peraltro, toni e argomenti al solo scopo di fare del
"terrorismo" verso la categoria, noi non possiamo che
biasimarli. Se il presidente di Univideo ritiene, così come affermato,
che Plurivision System è una attività illegale, può liberamente adire
le vie legali per ristabilire la legalità che si suppone violata. Noi
non sappiamo perché non lo abbia ancora fatto, è probabile, però, che
anche l'ufficio legale di Univideo abbia più di qualche dubbio circa la
fondatezza delle accuse mosse dal suo presidente.
Veniamo ora alla lettera della Siae che ha fornito lo spunto per
l'intervista pubblicata sul suo giornale, nella quale si confonde la
missione istituzionale di questo ente, con la plateale adesione agli
interessi dei produttori rappresentati da Univideo. Se il suo giornale
avesse avuto una maggiore attenzione a tutti gli interessi in gioco ed
agli attori che li rappresentano, avrebbe scoperto che
ANVI-Confesercenti, già da tempo ha trasmesso la risposta, indirizzata
al presidente Franco Migliacci, che di seguito riportiamo integralmente:
"Con riferimento
al contenuto della Sua r.a.r. del 14 aprile 2004, prot. n. 104, si
significa quanto segue.
Preliminarmente, si
contesta fermamente l'affermazione secondo cui la vendita pro quota o in
multiproprietà di prodotti home video avrebbe "intento elusivo e
quindi frodatorio della legge (…) con ogni conseguenza in termini di
illiceità della causa del negozio e di nullità dello stesso".
A prescindere dalla
circostanza che non rientra nelle prerogative della S.I.A.E. quella di
sancire la nullità e/o illiceità di atti o clausole negoziali, deve
rilevarsi che la vendita pro quota o in multiproprietà integra un
contratto del tutto lecito e perfettamente valido, che ha piena
cittadinanza nel vigente ordinamento giuridico.
Quanto alla tesi
secondo cui "la condotta di che trattasi integra le ipotesi
delittuose previste e punite dagli artt. 171 e seguenti della L. n.
633/1941", stante la gravità dell'addebito mosso e le conseguenze
che da esso derivano, si invita la S.V. a voler debitamente documentare
detta affermazione, anche specificando la norma di legge che
assimilerebbe la vendita pro quota o in multiproprietà di supporti
audiovisivi ad una "ipotesi delittuosa" sanzionata penalmente.
E' del tutto evidente
che, in mancanza delle indispensabili precisazioni testé richieste,
l'affermazione resa dalla S.V. si profilerà destituita di fondamento e
produttiva di un ingiusto e grave vulnus all'onore ed al prestigio di
questa Associazione, in quanto tale suscettibile di riparazione nelle
competenti sedi giudiziarie. Distinti saluti.
Il Presidente
Enrico Landini"
Facciamo presente che,
a tutt'oggi, il presidente Franco Migliacci non ha fornito alcuna
documentazione. Cogliamo poi l'occasione per denunciare un palese
conflitto di interessi. Nell'intervista, il presidente di Univideo
informa tutti i lettori che il 26 aprile si è riunito il Comitato per
la Tutela della Proprietà Intellettuale, insediato presso la Presidenza
del Consiglio (dunque un organismo pubblico dal quale sono
sistematicamente tenuti fuori i commercianti), il cui presidente è il
portavoce dell'on. Silvio Berlusconi, on. Paolo Bonaiuti, che ha
esaminato ed approvato la lettera di diffida predisposta dalla Siae.
Come Lei ben sa il Dott. Davide Rossi, è membro del comitato e, dunque,
questo incarico gli ha permesso di promuovere, con tutta evidenza,
l'iniziativa contro gli interessi legittimi delle videoteche e
nell'esclusivo interesse della categoria professionale da lui
rappresentata.
Al riguardo, La vogliamo informare che la Confesercenti ha chiesto più
volte di incontrare il presidente del comitato, per affrontare le
"scandalose" norme che disciplinano i contrassegni Siae, che
riversano sui negozianti di audiovisivi pesanti sanzioni amministrative
e penali, ma, ad oggi, non abbiamo ricevuto alcun tipo di riscontro.
Come ANVI, non possiamo che constatare che quando si tratta di tutelare
gli interessi delle piccole e medie imprese questi organismi fanno
orecchie da mercante, mentre, al contrario, quando ci sono di mezzo i
corposi interessi dei produttori, come in questo caso, l'organismo
risponde con notevole solerzia.
Infine, ci pare opportuno informarLa che, diversamente dal titolo che
Lei ne ha fatto ("la Guardia di Finanza presto farà scattare i
sequestri"), il Comandante Generale della Guardia di Finanza, in
data 18 maggio u.s., non ha mosso alcun rilievo al sistema Plurivision
System e ci ha inviato una cortese lettera di risposta, nella quale
molto realisticamente, veniamo invitati a concertare delle intese con i
detentori dei diritti d'autore, per poi promuovere le eventuali
integrazioni e/o modifiche alle norme in vigore.
Forse è il caso che Lei faccia pubblica ammenda del modo in cui ha
fatto informazione in questa occasione.
In conclusione, dalla lettura quotidiana dei giornali si ricava un utile
insegnamento per il settore: le "guerre preventive", condotte
in modo unilaterale, sono facili da fare perché nel medio periodo
sembrano costare poco, ma, con il passare del tempo, come abbiamo visto,
le cose si complicano ed i costi lievitano fino a diventare
insostenibili; perché non si è tenuto conto della tutela degli
interessi complessivi.
La Confesercenti ha salutato positivamente l'avvento del nuovo
presidente della Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo. Dalle sue
prime mosse si capisce che rispetto alla precedente gestione, si
vogliono affermare dei nuovi concetti politici che noi condividiamo: il
recupero delle politiche di concertazione e il fare squadra verso i
problemi.
Per quanto ci riguarda facciamo nostra la sua affermazione contenuta
nella relazione svolta all'assemblea elettiva di Confindustria del 27
maggio scorso: "Credo che dobbiamo avere il coraggio di guardare al
nostro interno, di metter da parte gli estremismi, di riprendere la via
del dialogo diretto, non per una questione di principio, ma perché ci
sono nodi che attendono di essere sciolti e solo noi possiamo
farlo."
In quella relazione ci sono notevoli spunti di interesse sulle politiche
da adottare come modello di relazioni sindacali, credo che possano
tornare utili anche per il nostro settore. Mi auguro che il vertice di
Univideo, associato a Confindustria, li sappia apprezzare.
Distinti saluti.
Enrico Landini
Presidente Nazionale
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