A proposito della pornotax


La notizia: Porno-tassa del 25% sui redditi derivanti dai ricavi della produzione, distribuzione, vendita e rappresentazione dei materiali a luci rosse. Per il nuovo balzello, che si somma alle tasse già esistenti sul reddito (Ire e Ires) per il 2005, è previsto un acconto pari al 120%. E' invece al 10% l'Iva sugli abbonamenti tv relativi a trasmissioni porno. Ma si prevede un'imposizione anche sugli oggetti hard venduti nei sexy shop.

La manovra a cui stiamo assistendo, nella fattispecie della cosiddetta "IMPOSTA ETICA", è deleteria per l'intero mercato cel Cinema e dell'Home Video, perchè si accanisce, in ultima analisi, sul consumatore finale già esasperato dai forti aumenti di questi ultimi anni. Chi se non il consumatore dovrà sobbarcarsi il costo di questi aumenti? I commercianti, le emittenti, le case produttrici si limiteranno ad aumentare i prezzi. Per questi motivi, inoltre, il provvedimento fornisce una ulteriore spinta alla pirateria audiovisiva danneggiando una volta ancora l'utente finale, infatti se si considera l'adozione di queste ore delle discusse normative sul data retention ( http://punto-informatico.it/p.asp?i=56831&r=PI ) i pericoli a cui è esposto vanno ben oltre il semplice sovrapprezzo.

Questa manovra affossa, cosa che ci riguarda più da vicino, un settore che già versa in pessime condizioni, schiacciato dalla concorrenza dei nuovi fornitori di contenuti (digitale terrestre, pay per view, video on demand, etc.), della grande distribuzione, delle edicole, dalla pirateria dilagante e, già da tempo da provvedimenti penalizzanti del governo, che fino ad oggi si è mostrato poco attento alla vita di chi svolge la nostra professione. E' di questi giorni, infatti, la notizia (http://www.videotecheweb.it/ ) delle prime sentenze che scagionano nostri colleghi da un reato inesistente frutto di una legge redatta senza il minimo interesse per la nostra dignità, a causa della quale centinaia di nostri colleghi sono coinvolti in procedimenti penali per aver smarrito un "bollino", accusati per questo di aver evaso, nonostante i titoli contabili di acquisto, i diritti d'autore. Ad essere così danneggiato è tutto il settore, ivi compresi i nostri stessi fornitori: rappresentanti, agenti, grossisti, produttori di distributori automatici, major, case indipendenti, etc.

Ci chiediamo inoltre, che senso abbia tassare in maniera distinta i vari componenti la filiera di questo mercato, penalizzando per altro i "cugini" più poveri. Perché, come si apprende dall'agenzia Ansa le televisioni dovrebbero pagare il 10% invece del 20-25% previsto per le altre tipologie di azienda? Dobbiamo sospettare che sia un altro caso eclatante di concorrenza sleale e dell'ennesimo conflitto d'interesse del capo del governo?

Nella stessa agenzia si legge poi di un acconto sulla tassa del 120% per il 2005. Ci spieghino come possa un commerciante pagare una tassa che non ha potuto contemplare nei costi aziendali e non ha quindi potuto ribaltare sui prezzi alla vendita? Noi crediamo più realisticamente che dovrà rimetterceli di tasca propria, con poche speranze di poterli recuperare. E' una vera vergogna!

                                                            Vincenzo Miccolis
                                                       Vice Presidente Nazionale