Confesercenti sulla sentenza della Cassazione. Le conclusioni della sentenza non modificano le norme attuali: chi scarica file di opere protette compie un reato


A parere di Confesercenti la sentenza della Terza sezione penale della Cassazione, sentenza n. 149, è molto pericolosa per le attività commerciali e di servizio del settore audiovisivi, perchè di fatto sembra accreditare impunemente lo scarico dei file musicali e di film dalla rete.
Non a caso navigando in rete, in alcuni forum emerge con chiarezza l'euforia della parte del paese che intende continuare, come una sanguisuga, a prosciugare il bacino della creatività umana e della sua economia. Paventare, infatti, il dawnloaded gratuito di qualsiasi film o musica da internet senza pagare alcun compenso agli autori, apre molte contraddizioni nel sistema, poichè chi vive di commercio di questi prodotti comincerà a chiedersi perchè continuare a svolgere queste attività economiche, se esiste un mercato parallelo gratuito e senza limiti.
Noi pensiamo molto realisticamente che l'intento della Cassazione non sia quello di far chiudere i negozi a coloro che vivono della commercializzazione di questi prodotti, ma abbia voluto assolvere gli studenti oggetto della controversia giudiziaria perché, a suo giudizio, non è stato realizzato alcun vantaggio economico e perchè all'epoca non esisteva una legislazione dedicata alle novità tecnologiche introdotte dalla rete.
Occorre dire, però, che la Corte non ha però considerato una modifica alle norme sul diritto d'autore, che oggi avrebbe forse scelto di applicare nelle sue conclusioni, che esiste solo dal 2005: è infatti prevista una multa (sanzione penale) che può arrivare sino a 2.065 euro per chi "mette a disposizione del pubblico, immettendola in un sistema di reti telematiche, mediante connessioni di qualsiasi genere, un'opera dell'ingegno protetta o parte di essa".
Le categorie dei negozianti di dischi, le videoteche e gli artisti di Confesercenti, denunciano con forza la lettura strumentale che viene data di questa sentenza. Il settore nel suo insieme deve adoperarsi affinchè venga svolta una fattiva opera di informazione che precisi i termini del problema e sottolinei i rischi tutt'ora vigenti per chi dovesse ripetere questo reato.