Contraffazione e pirateria un fenomeno da contrastare alla radice
Intervista di Confesercenti.it al Colonnello Vittorio Mario Di Sciullo,
Comandante del Gruppo Marchi, Brevetti e Proprietà Intellettuale, Nucleo
Speciale Tutela Mercati - Guardia di Finanza
La lotta alla contraffazione evidenzia un problema di dimensioni ormai
non solo nazionale ma internazionale. Quali sono le caratteristiche di
questo fenomeno? C’è una evoluzione?
Recenti
analisi, studi e ricerche effettuati su tale fenomeno illecito, così come
anche alcuni rapporti delle Organizzazioni Internazionali impegnate nella
quotidiana lotta alla contraffazione, hanno stimato le dimensioni di
questo crescente fenomeno che assume, oggi, sempre maggiore importanza
divenendo così un problema di portata mondiale.
Da un’attività condotta su piccola scala si è dunque passati ad una vera e
propria impresa altamente organizzata, la quale possiede non solo un
mercato di riferimento internazionale ma anche ramificazioni
internazionali della sua struttura produttiva-distributiva; tali
ramificazioni sono oggi uno dei suoi punti di forza e permettono di
paragonarla a un’industria globale.
La crescita in questione va intesa almeno sotto due profili differenti,
come crescita delle tipologie di prodotti oggi contraffatti e crescita del
numero dei soggetti dediti a tale attività illecita. Questo aspetto è
inoltre affiancato da un miglioramento della qualità dei prodotti
replicati - qualità intesa come difficoltà di distinzione rispetto al
prodotto originale - e una crescita della tendenza a gestire con maggiore
organizzazione la produzione e il traffico di tali beni.
E’ bene comunque precisare che tali stime si riferiscono ad un fenomeno
appartenente al mercato clandestino ed illecito e dunque di difficile
misurazione a causa della difficoltà di reperire dati certi. Le stime
presentate rappresentano comunque, utili indici per comprendere le
tendenze del fenomeno, ma la natura dello stesso impedisce di attribuire
loro una dimensione precisa.
Una crescita di tale tipo può essere collegata al grande sviluppo dei
commerci internazionali, alla globalizzazione dell’economia, alla grande
diffusione di nuove tecnologie, all’avvento di internet che ha creato
nuovi e più stimolanti canali di commercializzazione per le merci
contraffatte, all’apertura di nuovi mercati ed all’importanza
progressivamente acquisita dallo sfruttamento dei diritti di proprietà
intellettuale in molteplici settori.
Quali sono i settori più colpiti? C’è un allargamento?
Si stima
che all’interno dell’Unione Europea, le merci contraffatte e usurpative
rappresentano circa:
- dal 5% al 10% delle vendite di pezzi di ricambio di autoveicoli;
- il 10% delle vendite dei CD e di audiocassette;
- il 16% delle vendite di film (videocassette e DVD);
- il 22% delle vendite di calzature e articoli d’abbigliamento;
- il 35% del vendite di software.
Per
quanto concerne l’Italia, secondo recenti indagini svolte da alcune
associazioni di categoria, il volume d’affari della contraffazione viene
quantificato da 3,5 a 7 mld di euro; stime più prudenziali, basate sul
volume dei prodotti sequestrati dalle Forze di polizia, indicano in 1,5
miliardi di euro la cifra d’affari annua.
Di questi il 60% si riferisce a prodotti d'abbigliamento e di moda
(tessile, pelletteria, calzature), il resto a orologeria, beni di largo
consumo, componentistica, audiovisivo, software.
Alla base dello sviluppo dell’industria del falso vi è una molteplicità di
fattori.
I beni contraffatti hanno subìto una notevole espansione, anche grazie
alla rapida diffusione di nuove tecnologie che permettono di replicare in
maniera relativamente semplice e fedele la maggior parte dei prodotti
esistenti oggi sul mercato, senza, però, rispettare gli elevati standards
qualitativi dei beni originali.
Le logiche di mercato applicabili oggi alle moderne strutture
imprenditoriali, che vedono nella delocalizzazione dell’attività
produttiva uno dei punti di forza della loro competitività, si applicano
appieno anche all’industria della contraffazione la quale tende, con le
dovute approssimazioni ed eccezioni, a produrre in Paesi in via di
sviluppo ed a distribuire in Paesi industrializzati.
Certamente, l’industria del falso ha saputo avvantaggiarsi della
globalizzazione del mercato, spostando le produzioni nei Paesi asiatici e
in quelli dell’Est europeo dove il costo della manodopera è esiguo.
Altro fattore è la sempre maggiore importanza data al marchio commerciale
quale espressione diretta di qualità e di reputazione del produttore.
L’importanza del marchio e il suo impatto sulle scelte dei consumatori
rappresentano però anche una notevole attrattiva per i contraffattori, i
quali vedono in queste dinamiche la possibilità di sfruttare la posizione
raggiunta da un’impresa produttrice, replicandone i prodotti ed
immettendoli sul mercato, senza dover sopportare le spese gravanti
sull’impresa lecita e derivanti dal mantenimento di elevati standards
qualitativi, dalla promozione del prodotto e dal pagamento di imposte ed
autorizzazioni.
L’espansione della tipologia di prodotti replicati ha progressivamente
condotto all’immissione sul mercato anche di beni contraffatti di
particolare delicatezza e rischiosità per la salute e la sicurezza dei
consumatori. E’ oggi molto diffusa, infatti, la contraffazione di medicine
e prodotti farmaceutici nonché di ricambi per aerei ed automobili e di
giocattoli.
Il
vostro impegno sta ottenendo ogni giorno risultati positivi. Si può fare
un consuntivo della vostra azione? E gli obiettivi?
Nel corso
dell’anno 2007, la costante azione di controllo svolta dal Corpo, ha
consentito di deferire all’A.G. oltre 10.000 responsabili di cui 480
tratti in arresto e sottoporre a sequestro circa 50 milioni di unità di
prodotto recante marchi contraffatti, nei settori moda, elettronica, beni
di consumo e giocattoli; circa 40 milioni di prodotti non conformi agli
standard di sicurezza comunitari e nazionali; per quanto concerne,
altresì, la repressione delle violazioni dei diritti di proprietà
intellettuali e specificamente della pirateria: sono stati sottoposti a
sequestro oltre 5 milioni di prodotti tra hardware e software, cd e dvd
pirata.
Il decreto legislativo 19 marzo 2001, n. 68, ha adeguato i compiti del
Corpo all’evoluzione dello scenario economico interno ed internazionale.
In tal senso, tra l’altro, sono stati conferiti alla Guardia di Finanza
peculiari potestà ispettive e sono stati demandati compiti di prevenzione,
ricerca e repressione delle violazioni in materia di “”diritti d’autore,
know-how, brevetti, marchi ed altri diritti di privativa industriale,
relativamente al loro esercizio e sfruttamento economico nonché di ogni
altro interesse economico-finanziario nazionale o dell'Unione europea””.
(art. 2, D.Lgs. 68/01- lett. l) ed m). Lo stesso articolo 2, comma 4,
precisa che, ferme restando le norme del codice di procedura penale, i
militari della Guardia di Finanza, nell’espletamento dei suddetti compiti,
si avvalgono delle facoltà e dei poteri previsti dagli artt. 32 e 33 del
DPR 600/73 e dagli artt. 51 e 52 del DPR 633/72, che sono in sostanza gli
storici poteri in tema di Imposte Dirette e IVA.
Si tratta di poteri tipici della polizia tributaria che il legislatore ha
voluto attribuire, ai militari della Guardia di Finanza per lo svolgimento
di tutte le funzioni di polizia economica e finanziaria, tra le quali
rientrano sicuramente quelle relative al contrasto alla contraffazione.
In chiave prettamente operativa, il dispositivo di contrasto del Corpo
prevede, anche con appropriata attività di intelligence, una mirata
azione:
- alla frontiera comunitaria e negli spazi doganali, al fine di impedire
l’introduzione nel territorio dello Stato e, quindi, dell’Unione Europea,
di prodotti contraffatti e/o “pirata” provenienti dai Paesi
extracomunitari (in particolare Europa dell’Est e Sud-Est Asiatico);
- su tutto il territorio nazionale, al fine di individuare i centri di
produzione ed i canali di distribuzione.
Nelle azioni a tutela dell’economia e della fede pubblica nonché di
contrasto alle violazioni dei diritti di privativa industriale, il Corpo
assume la veste di Forza di polizia con maggiore propensione e particolare
versatilità per la prevenzione e repressione dei suddetti fenomeni
illeciti, dalle caratteristiche spiccatamente economiche, quali la
contraffazione dei marchi, la violazione dei diritti di privativa, le
false o fallaci indicazioni d’origine e provenienza dei beni industriali o
agro-alimentari (tutela del made in Italy), l’immissione in commercio di
prodotti non conformi agli standars di sicurezza europei e nazionali
nonché le altre condotte illecite che alterano il normale funzionamento
del mercato concorrenziale e rappresentano un danno e/o un pericolo per
produttori, commercianti e consumatori.
L’attività di contrasto alla contraffazione e alla pirateria è volta
soprattutto ad arginare a monte e a valle del fenomeno, intervenendo sulla
c.d. filiera, nelle fasi di:
- produzione, dove, sempre più spesso, proprio in funzione del notevole
giro d’affari, possono concentrarsi gli interessi economici della
criminalità organizzata;
- immissione sul mercato comunitario e/o nazionale (per le merci di
importazione da paesi extracomunitari);
- grande distribuzione e vendita.
Le indagini dei Reparti della Guardia di Finanza nel settore sono,
infatti, caratterizzate anche dalla sistematica ricostruzione dei fatti
economici realmente accaduti, attraverso non solo le ispezioni della
documentazione e delle scritture contabili ufficiali, ma anche risalendo
ai connessi flussi finanziari oltre che alle evidenze patrimoniali e
reddituali.
È proprio in quest’ultimo ambito che si inserisce l’attività della Guardia
di Finanza, tradizionalmente impegnata, per la lotta all’evasione fiscale,
nell’attività di ricerca degli evasori totali e nella scoperta dei
lavoratori irregolari.
Molte imprese legali, piccole e medie in particolare, si trovano in grande
difficoltà sia per la concorrenza sleale del sommerso sia per fenomeni
come la contraffazione. C’è la possibilità di forme di collaborazione fra
la Guardia di Finanza e le Associazioni di queste realtà produttive?
E’ ormai
chiaro che fenomeni quali la contraffazione e la pirateria siano attività
particolarmente complesse, non solo nel momento realizzativo quanto in
considerazione della molteplicità dei settori che esse coinvolgono.
Emerge, dunque, la multisettorietà dell’approccio al problema e la
necessaria cooperazione che deve istaurarsi tra i diversi settori
coinvolti.
Per combattere efficacemente tali fenomeni è necessario che l’azione delle
Istituzioni sia coadiuvata dall’intervento delle imprese danneggiate e che
queste prendano coscienza dell’importanza di tutelare giuridicamente le
idee innovative, avvalendosi degli strumenti giuridici predisposti
dall’ordinamento.
A tal fine il Corpo ha previsto il potenziamento della cooperazione con
altri pubblici poteri ed organizzazioni professionali rappresentative dei
singoli settori produttivi.
In virtù della titolarità della funzione di polizia economico-finanziaria
la Guardia di Finanza ha intrapreso diversi rapporti di collaborazione,
primo fra tutti quello con l’Alto Commissario per la Lotta alla
Contraffazione, assicurando l’attuazione dei piani d’azione e delle
iniziative di collaborazione reciproca, raccordandosi con la massima
rapidità, efficacia e semplificazione per il raggiungimento degli
obiettivi comuni.
Vi sono, inoltre, rapporti di cooperazione con Confindustria e con
l’Agenzia delle Dogane (Fallstaff - gestione ed accesso alla banca dai
immagini apparecchi scanner) nonché altre forme di collaborazione
informativa con diverse Agenzie ed Organi nazionali ed esteri, quali ad
esempio: INDICAM - Istituto di Centromarca per la lotta alla
Contraffazione; B.S.A. - Business Software Alliance; A.I.D.R.O -
Associazione Italiana per i Diritti di Riproduzione delle Opere
dell’ingegno; FAPAV - Federazione Anti-Pirateria Audio Visiva; F.P.M. -
Federazione contro la Pirateria Musicale.
Diversi sono oggi i tavoli tecnici instaurati tra le FF. PP. impegnate
nella lotta alla contraffazione, con Enti, Associazioni ed Organismi,
nazionali ed interni di settore nonché con i titolari dei brands più
colpiti, al fine di creare una rete di analisi e controllo del fenomeno,
rilevare carenze normative e proporre soluzioni, scambiarsi informazioni,
coordinare e cooperare dal punto di vista amministrativo e promuovere
azioni informative dirette ai consumatori.
Infine, essendo la contraffazione un problema ormai mondiale è
indispensabile che venga concesso maggiore risalto alle opportunità
offerte dalla cooperazione internazionale. |