Videoteche: più coesione nel settore per contrastare concorrenza sleale, pirateria e crisi culturale


ANVI Confesercenti chiede l'immediata interruzione della trasmissione dell'ultimo spot televisivo di Alice Home Tv.
"Chiamiamo a raccolta tutti gli interessati, industria, ingrosso e distribuzione, - dichiara Francesco Bordoni presedente ANVI Confesercenti - per intraprendere in forma unitaria azioni di contrasto contro la campagna di denigrazione attuata da Alice. Ma non solo.
E' ora di far sentire una sola voce contro chi getta discredito sul settore del videonoleggio.
E' ora di passare ad azioni concrete di ritorsione verso chi non considera degno di rispetto il lavoro altrui.
E' ora di costringere i politici ad intervenire contro la contraffazione e la pirateria informatica (scarico illegale di musica, film e videogiochi, tutela del diritto d'autore, ecc.).
E' ora di puntare sulla cultura e sull'equità fiscale."
Nel merito, il messaggio che viene trasmesso dalla pubblicità di Alice Home Tv è denigratorio, ingannevole e contro la lealtà della comunicazione commerciale.
In particolare, mettere a confronto l'offerta Alice Home Tv con quella delle videoteche è ingannevole per almeno 2 ragioni:
1. le videoteche storiche possono arrivare anche a 15-20.000 titoli in catalogo, in confronto con i 3.000 di Alice;
2. la banda larga copre a mala pena i grandi centri mentre in Italia sono circa 7.000 i punti vendita per il videonoleggio, capillarmente diffuse sul territorio e, in alcuni piccoli centri hanno addirittura sostituito le sale di proiezione nella diffusione della cultura cinematografica.
Inoltre il messaggio non è neppure onesto né veritiero in quanto il prodotto fruibile eventualmente con Alice Home Tv non è confrontabile con quello disponibile in videoteca. Nel dvd infatti sono a disposizione contenuti extra, più lingue e sottotitoli.
Restiamo a disposizione di quanti vorranno raccogliere questo appello all'unità nel settore dell'audiovideo per definire le opportune azioni legali e commerciali.