Lettera inviata alla redazione de "Le Iene"

Alla Gentile Redazione delle "Jene"
Mediaset
Milano

Firenze 23-5-2002

Spett.le Redazione de " Le Jene",
innanzitutto mi presento: mi chiamo Francesco Bordoni, sono commerciante, ho un negozio di noleggio e vendita di video cassette, DVD e videogiochi a Firenze. Sono associato all'ANVI-Confesercenti (Associazione Nazionale dei Videonoleggiatori) di cui sono Vicepresidente Nazionale.

Questa lettera prende lo spunto dal vostro servizio mandato in onda giovedì 16 c.m. relativo alla falsificazione e commercializzazione di supporti musicali e ludici.

Non posso che complimentarmi per l'arguzia, la sagacia e l'umorismo che come sempre Vi contraddistinguono; voglio, inoltre, sottolineare come la nostra associazione consideri importante l'operato della F.A.P.A.V.; ben vengano azioni repressive a danno di chi compie come se nulla fosse, reati di questo tipo, che sono a danno della collettività oltre che di tutta la filiera dell' home entertainment.

Dobbiamo però chiederci il perché dello sviluppo di un così diffuso costume truffaldino: avete notato come sia diminuita la pirateria home video delle cosiddette "prime visioni"? Questo è dovuto principalmente al fatto che le "windows" (intervalli di tempo), che esistono tra la programmazione cinematografica e l'uscita in home video, si sono ridotte, sino ad arrivare al limite dei 4 mesi e, dietro pagamento di una penale, possono avere anche dei tempi inferiori. Questo è un risultato positivo perché ci permette di sfruttare al meglio anche la pubblicità cinematografica, soprattutto su prodotti di minor richiamo.

Ma allora perché prolifera la pirateria musicale e quella dei videogiochi? Il ragazzo che non lavora (i giovani rappresentano l'utenza principale del mercato videoludico), come può sostenere ripetutamente l'esborso di circa 50 €uro per l'acquisto di un supporto che dopo un mese vede ridotta la sua capacità di attrattiva ed è divenuto addirittura obsoleto?

E, analogamente, chi lo può convincere a comprare solo Cd dal costo di 20 Euro, quando ad ogni angolo di strada gli vengono proposti a 5?

L'utente finale può scegliere e se le stesse aziende di elettronica gli mettono a disposizione tutte le apparecchiature per riprodurre supporti audiovisivi.

CHI, CHE COSA, QUALE ENTITA' LI PUO' CONVINCERE DELLA GIUSTEZZA DELLA LEGALITA'?

La famiglia?
Il babbo, in genere, vede le partite della squadra del cuore con la tessera pirata, mentre la madre scarica da internet la compilation dell'ultimo San Remo.

La scuola?
Anche lì vengono trasmesse rassegne di film, in alcuni casi, duplicate da personale docente. I circoli e i dopolavoro? Non ne parliamo visto che ci sono state segnalate situazioni aberranti, dove un addetto acquista nella grande distribuzione, sottocosto, gli ultimi CD e poi li copia per 2 Euro a tutti i soci.

E' tutto il sistema che va ripensato dalle radici, fino ad arrivare, ripeto più che giustamente , alle "foglie" più piccole e più giovani, quelle che, non volendo fare moralismi fuori luogo, cercano degli escamotage per non soccombere, per non dover chiudere bottega.

Sapete che una videocassetta edizione noleggio costa mediamente 70 Euro più Iva, contro i 10 Euro della normale edizione messa in vendita? E sapete che molto spesso tali edizioni escono in contemporanea impedendo a tutti noi, non dico di guadagnare, ma di recuperare almeno i costi? E che all'estero questa differenza non c'è, ma l'acquisto immediato è ad alto prezzo per poi diminuire col passar del tempo? E che un prodotto è sempre più spesso acquistabile solo in contemporanea tanto da essere irreperibile subito dopo, poiché le aziende stampano in base alle prenotazioni che ci obbligano a fare anche con 3 mesi di anticipo? E che i nastri rovinati o rubati, se reperibili, ci vengono venduti, tranne rare eccezioni, a prezzo pieno? E che una grossa fetta di vendita ci è stata tolta dalle edicole (provate a chiedere agli edicolanti cosa ne pensano), obbligate dalle case editrici a riempire i chioschi con prodotti allegati, a prezzi risibili, a periodici o peggio ancora a fogli di nessun valore (mentre la legge dice che il gadget allegato ad una rivista deve avere un valore al massimo del 25% del valore della rivista stessa)? E dei film passati in pay per view prima che siano a noi consegnati per il noleggio, cosa possiamo dire? Può sembrare una scusa plausibile, sentirci rispondere dalla casa produttrice che il contratto con la pay per view è stato siglato da un compartimento differente da quello che tratta col noleggio del video, col quale ci dicono non avere interazioni?

La PIAGA DELLE CARD PIRATA, per pay per view, ha poi dato il colpo di grazia ad un settore commerciale oramai bistrattato da tutto e tutti: chi ha la possibilità di vedere gratis tutto ciò che vuole, che motivo può avere di visitare una videoteca? E le autorità stanno a guardare, mentre i negozianti fanno i salti mortali per far tornare i conti.

Questo sfogo non è altro che il sunto di una piccola parte delle problematiche che assillano un settore che ha la presunzione di poter veicolare cultura (quale differenza c'è tra una libreria e un videoclub?

Quale differenza esiste tra un Premio Bancarella ed un David di Donatello?), che annovera commercianti preparati, innamorati del proprio lavoro e dei film che acquistano e che vorrebbero avere la possibilità di poter fornire ai propri clienti la totalità della produzione cinematografica, anche quella di nicchia, e invece sono costretti a comperare solo ciò che sicuramente si ripagherà, anche perché, se non lo sapete ve lo dico, sono rari i casi in cui un film per esempio, un indipendente italiano, viene proposto ad un prezzo sensibilmente inferiore a quello di un kolossal americano stile " Il Gladiatore", e se quest'ultimo dopo un mese è già stato dimenticato, figuriamoci il film d'essai!!!

Termino questa mia con un invito che spero possa interessarvi: il prossimo 16 giugno si terrà a Firenze, presso il "Convitto della Calza" 6, il primo Meeting nazionale delle Videoteche italiane, organizzato da A.N.V.I.-Confesercenti.

Parteciperanno i Senatori firmatari della proposta di legge che si prefigge l'obiettivo di ridimensionare lo strapotere delle case produttrici/distributrici verso la categoria. Strapotere che si realizza attraverso contratti per molti versi unilaterali e vessatori. "Liberare" la nostra categoria, significa garantire al consumatore maggiore qualità del prodotto cinematografico e migliori prezzi di vendita e di noleggio.

Sarebbe importante la vostra presenza, oltre che della stampa nazionale e di settore, in modo che possa essere dato risalto ad una impresa culturale, che dal 1994 vede Anvi-Confesercenti al fianco di centinaia di colleghi desiderosi che la propria professione non sia tacciata di "malandrinismo", ma bensì nobilitata.

Francesco Bordoni
Presidente Regionale ANVI-Confesercenti Toscana