|
|
|
|
PLURIVISION
SYSTEM
La multiproprietà sbarca nell’Home Video |
|
|
|
|
| Plurivision System: Landini scrive a Mediastore | |
|
|
|
|
Gentile Dott. Frigerio, avendo
gettato il “sasso nello stagno”, era logico attendersi delle
reazioni tese a capire le ragioni alla base della scelta di promuovere
“Plurivision System”, come funziona e se è compatibile con la
normativa che disciplina il diritto d’autore. Ci stupisce invece che
una rivista di settore come “Mediastore Italia”, assuma una
posizione per partito preso, volta a mettere in cattiva luce o, peggio,
tenti di delegittimare questa nuova scelta commerciale. Il gruppo dirigente di Anvi-Confesercenti (Associazione Nazionale Videoteche Italiane), ha deciso di lanciare “Plurivision System” per offrire ai titolari delle videoteche italiane l’opportunità di proporre i prodotti destinati alla vendita, anche in multiproprietà; ciò significa che un cliente della videoteca potrà acquistare il titolo per una quota e beneficiarne di conseguenza per un lasso di tempo limitato. Se
questa novità, come noi ci auguriamo, servirà a dare uno scossone al
settore, svegliandolo dal torpore delle esclusive certezze che
avvantaggiano le aziende produttrici a danno dei piccoli operatori
commerciali, ben venga. Alcune
riflessioni nel merito degli obiettivi che ci poniamo con “Plurivision
System” si rendono necessarie. Da
uno studio della Legge 633/41 e successive modificazioni (disciplina
della “Protezione del diritto d’autore e di altri diritti
connessi al suo esercizio”), commissionato dalla nostra
associazione, emerge che la vendita pro quota di Vhs e Dvd alla
clientela è una modalità assolutamente legale, che rappresenta di
certo una novità per l’home video, ma che in altri settori è già
utilizzata. Questa
nuova opportunità per la categoria permette di conseguire alcuni
obiettivi qualitativi e quantitativi indiscutibili, con notevoli
ricadute positive per il settore e per i consumatori in quanto:
In
merito ai contenuti della richiamata legge, vogliamo rendere evidente
che i commercianti dell’audiovisivo, nonostante ciò fosse previsto
espressamente dalle stesse norme, non sono mai stati coinvolti nella
loro fase di elaborazione e, dunque, non si è mai tenuto conto delle
loro esigenze. In sostanza si tratta di norme scritte, fra l’altro,
con il nostro sangue e quello di tutti i colleghi commercianti che a
vario titolo hanno deciso di investire nel settore degli audiovisivi. Una
conferma in tal senso, l’abbiamo ogni qualvolta nostri associati
vengono verbalizzati perché detengono supporti originali privi di
bollino Siae. La norma, in questo caso, sanziona amministrativamente
(pesantissime multe) e penalmente (fino a 5 anni di carcere) questo
“reato” allo stesso modo e nella stessa misura di chi produce e
vende supporti non solo privi di bollino, ma anche falsi. Ciò
rappresenta un vero e proprio scandalo, sul quale sarebbe auspicabile un
interessamento del suo giornale. Tale
stato di disagio trova un concreto riscontro nello studio cui si è già
accennato, nel quale si evidenzia come “l’attuale quadro
normativo…...omissis....appare fortemente sbilanciato in favore della
categoria dei produttori e, simmetricamente, in danno della categoria
dei rivenditori e/o noleggiatori”. Non
siamo i soli a denunciare queste gravi anomalie. Proprio il 3 novembre
scorso, sul Corriere della Sera, il Presidente onorario del Movimento
Consumatori, Prof. Gustavo Ghidini, concludeva la sua intervista,
affermando che “ i legislatori europei sono più esposti dei
legislatori nazionali alle pressioni delle lobby organizzate. La legge
di cui stiamo parlando (sul copyright) è un esempio evidente in tal
senso: all’azione di lobbing da parte delle majors dell’industria
culturale (un articolo del New York Times ricorda che Jannelly Fortou,
che coordina il dibattito sulla legge, è la moglie del CEO di Vivendi,
n.d.r.) è mancato qualsiasi contrappeso da parte della società civile.
Non mi riferisco solo agli interessi dei consumatori, ma anche a quelli
della piccole e medie imprese, sottorappresentati rispetto agli
interessi dei monopoli…..”. Veniamo
ora al merito delle obiezioni e dei quesiti sulla multiproprietà, da
Lei posti nell’articolo pubblicato sull’ultimo numero di
“Mediastore Italia": 1.
Affermare che la
multiproprietà sia stata studiata per mettere in comunione beni di
“notevole costo”, non significa affatto, che la stessa non possa
essere usata per beni di valore limitato: vorrei sapere chi le ha detto
o dove ha letto che è applicabile solo a beni di notevole valore. 2.
Non è assolutamente vero
che la multiproprietà debba essere regolata tramite rogito notarile,
perché è sempre e solo un atto di vendita tra due acquirenti e, come
tale, si conclude con la cessione del bene e con la contemporanea
liquidazione del corrispettivo. Al riguardo Le suggerisco di
approfondire meglio la tematica, altrimenti rischia di dire cose
inesatte. 3.
Il prezzo viene stabilito
come accade per qualunque genere in commercio, di comune accordo tra le
parti. Sui contratti la voglio rassicurare: fino ad oggi i clienti si
sono fidati dei gestori di videoteche, ciò è confermato dai milioni di
contratti accettati dai nostri clienti e firmati prima di accedere alle
macchine distributrici o al noleggio interno. Quanto detto per
rispondere anche al Dott. Davide Rossi, Segretario generale di Univideo,
che ha espresso dubbi a questo proposito. Quindi, per essere concreti,
vorrei precisare che il prezzo, il compenso del gestore e la forma di
gestione, sono di esclusiva competenza del titolare della videoteca: il
cliente ha, come in tutti i mercati liberi, la possibilità di scegliere
se accettare o no. Avessimo noi una tale libertà nei confronti delle
Major! 4.
Se un bene viene
danneggiato, il gestore provvederà alla sostituzione rifacendosi su
colui che ha provocato il danno, cosa che succede già normalmente con i
prodotti da noleggio. Non dimentichi che il gestore ha tutta la
convenienza alla perfetta tenuta dei prodotti destinati alla
multiproprietà al noleggio ed alla vendita, perché da ciò dipende il
successo della sua attività. 5.
Il prodotto in
multiproprietà è caratterizzato da un bollino come tutti gli altri
prodotti utilizzati per la vendita. Il gestore della videoteca, per
favorire una sua migliore organizzazione delle vendite può, a sua
discrezione, rendere più facilmente individuabili i supporti attraverso
un etichetta di riconoscimento. Per le macchine distributrici self
service, le ditte venditrici delle stesse, hanno deciso di creare, un
reparto separato dal noleggio, in cui sarà possibile prelevare i
prodotti destinati alla multiproprietà, e nella quale dovranno essere
riconsegnati, al termine dello sfruttamento della propria porzione di
bene. Spero
di essere stato esauriente e di averle tolto quei dubbi che all’inizio
sono stati anche i nostri e sui quali abbiamo lavorato con costanza,
serietà e preparazione, fino a chiarirli: ora siamo sicuri che la
categoria non rischia alcunché nell’affrontare questa nuova
frontiera, che oltre a rappresentare una possibilità ulteriore di
spazio commerciale, le consente di sentirsi unita, più forte e quindi
più sicura per il suo futuro. Con “Plurivision System”, si apre, quindi, la
possibilità per il settore di espandere la propria imprenditorialità.
La categoria è fermamente determinata a fornire un contributo
sostanziale in questa direzione, allo scopo di ridimensionare le rendite
di posizione che oggi penalizzano in misura rilevante il comparto. Infine,
mi tolga una curiosità: pur confermandole la stima che ho nei suoi
confronti, non riesco a trattenermi dal chiederle perché i dubbi che
l’hanno colpita, non vengono, invece, posti con altrettanta severità
nei confronti delle Majors che, come è noto, godono di evidenti
privilegi per ciò che attiene la politica dei prezzi, “governata”
con scandalosi contenuti vessatori imposti, di fatto, nelle condizioni
generali di vendita. Continui
a scrivere sui problemi delle videoteche e ci ponga tutti i quesiti che
la sua esperienza può esprimere: saremo sempre lieti di averla al
nostro fianco, anche se in forma critica e provocatoria. Roma, 6 novembre 2003 |
|
|
|